“L’omaggio a Borsellino pura propaganda. Le destre ostacolano le indagini sulla mafia”. Parla il deputato 5S ed ex procuratore nazionale Antimafia, De Raho

“L’omaggio a Borsellino propaganda. Le destre ostacolano le indagini sulla mafia”. Parla l'ex procuratore nazionale Antimafia, De Raho (M5S)

“L’omaggio a Borsellino pura propaganda. Le destre ostacolano le indagini sulla mafia”. Parla il deputato 5S ed ex procuratore nazionale Antimafia, De Raho

Ieri la maggioranza ha negato alla Procura di Roma l’utilizzo delle chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia. Voi avete reagito occupando i banchi del governo. Federico Cafiero De Raho, deputato del M5S, state denunciando un uso dello scudo parlamentare per proteggere il “cerchio magico” di Giorgia Meloni?
“Riepiloghiamo la vicenda. Un uomo dello Stato, sottosegretario alla Giustizia con delega al Dap, ha partecipato con il 25% alla costituzione di una società, in cui è socia una ragazza di appena 18 anni, figlia di Mauro Caroccia, accusato, e poi condannato, di intestazione fittizia di beni del clan Senese e, attualmente indagato, per fatti analoghi proprio in relazione al ristorante di cui è stato socio Delmastro. La Procura di Roma ha chiesto alla Giunta della Camera di poter acquisire le chat tra Delmastro e Mauro Caroccia. Nelle indagini della Procura di Roma non è indagato Delmastro ma Mauro Caroccia. E, allora, respingere la richiesta della procura di Roma impedisce lo sviluppo delle indagini, ancor prima che Delmastro tutela Caroccia. Ed è inammissibile che il Parlamento impedisca alla procura di Roma le indagini sulla mafia del clan Senese. L’occupazione dei banchi del governo nell’aula del Senato ha voluto dare il massimo clamore ad una vicenda intollerabile”.

Pochi giorni dopo le commemorazioni di Paolo Borsellino, FdI blocca l’acquisizione di conversazioni richieste dai magistrati. Non emerge una concezione dell’antimafia a corrente alternata: inflessibile nei comizi e molto più prudente quando le indagini si avvicinano agli uomini della maggioranza?
“Esponenti apicali di FdI hanno partecipato, a Palermo, alla commemorazione di Borsellino. E tre giorni dopo lo stesso partito con tutta la maggioranza vota per impedire alla procura di Roma indagini sui Caroccia. È molto grave e dimostra come i proclami della Presidente Meloni e del suo partito siano solo propaganda: per loro è più importante ‘scudare’ un uomo del partito che concorrere allo sviluppo delle indagini sulla mafia”.

Dalle chat di Delmastro all’audizione di Bignami in Commissione Covid, svolta senza le opposizioni e trasformata in un confronto tra soli esponenti di Fdi: il governo sta utilizzando le istituzioni parlamentari non per accertare i fatti, ma per costruire una propria narrazione e mettere sotto il tappeto ciò che lo imbarazza?
“Questo quadro è proprio ciò che anche gli italiani hanno percepito ed è l’origine del voto del referendum. Gli italiani hanno ben compreso che governo e maggioranza hanno un’idea della politica come potere assoluto, al di sopra della legge. Il loro tentativo di una narrazione contraria alla verità emerge chiaramente dallo sviluppo dell’inchiesta condotta dalla commissione Covid e da quella Antimafia: in entrambe, peraltro, è evidente l’attacco agli avversari politici”.

Sul caso Roggero il governo ha occupato per giorni il dibattito pubblico. È il tentativo di cavalcare una vicenda emotiva e inseguire Vannacci, invece di rispondere sui risultati concreti ottenuti in materia di sicurezza, e di annacquare le questioni più scomode e impedire che si discuta dei problemi reali del Paese?
“Sì, hanno colto il caso Roggero per continuare a fare propaganda e coprire la dolorosa verità, che li chiama in causa come primi responsabili del totale fallimento sulla sicurezza. I gravi fatti che si susseguono quotidianamente dimostrano che la legislazione di questo Governo è stata pura propaganda, priva di efficacia nel contrasto alla criminalità. Sul caso Roggero la maggioranza ha prima tentato di gettare ombre sulla decisione dei giudici e poi fatto una grande confusione sull’iniziativa del Ministro della Giustizia per la concessione della grazia, che però rientra nelle prerogative del Capo dello Stato. Tattiche puerili per allontanare dal dibattito l’evidente responsabilità del governo contro la dilagante criminalità. Mentre proteggono Delmastro e trasformano la Commissione Antimafia e la Commissione Covid in tribunali politici, non adottano provvedimenti contro le difficoltà delle imprese, né per aiutare i lavoratori sottopagati, né contro la dilagante povertà. Indeboliscono la sanità pubblica, continuano a sostenere gli armamenti, anche utilizzando i fondi di sviluppo e coesione. Ma gli italiani, che, in gran parte, vivono situazioni diverse e di grave sofferenza, non credono più alle menzogne”.