Lotta all’evasione sui bus della Capitale. Raggi spara dati di “Fantasia”. Per la sindaca e l’Ad c’è il 10% di multe in più. Ma i conti non tornano e l’inefficienza resta

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Per fare un gioco di parole, i numeri forniti da Atac e dalla sindaca Virginia Raggi alla conferenza stampa di ieri sono davvero un’elaborazione di “Fantasia” (come Manuel, amministratore delegato dell’Azienda municipale dei trasporti). Basti guardare i dati presentati per capire che i conti non tornano. L’azienda di bus e tram, infatti, sostiene che la quantità di multe fatte a chi non paga i biglietti è aumentata del 10% nel primo bimestre del 2017 (al confronto col primo bimestre del 2016). E in effetti le multe sono passate da circa 23mila a circa 25 mila. Anche il numero di controlli è aumentato, sempre nei due mesi di riferimento: da 370mila a 420mila. E fin qui nulla da dire. Basta un semplice calcolo per capire che la percentuale dei multati rispetto ai controllati resta più o meno invariata (16% nel 2016 e 16,5% nel 2017). Raggi e Fantasia esultano, più controlli più multe. Ma il comunicato ufficiale riporta poche righe dopo un dato in evidente contraddizione con la percentuale di cui sopra. Testualmente, i “controllori” sarebbero aumentati e sarebbe aumentata anche la loro produttività pro capite: “da cinque a otto multe al giorno per agente”, quindi ogni agente ha fatto nel nuovo anno il 62% di multe in più al giorno.

CONTROLLORI ATAC: RAGGI E ATAC SPARANO DATI DI “FANTASIA” – il servizio

Numeri a caso – Ma la matematica non è un’opinione e la domanda sorge spontanea: se la percentuale dei multati sui controllati resta invariata (16%) come è possibile che ogni agente faccia il 62% di multe in più? Le risposte plausibili sono solo due: o sono diminuiti i controllori (ma l’Atac smentisce affermando che siano addirittura aumentati) oppure sono aumentati della stessa percentuale i passeggeri. In sintesi, fossero attendibili i dati di Fantasia (consentiteci l’ossimoro), l’azienda avrebbe dovuto rilevare nei primi due mesi di quest’anno un aumento di passeggeri pari al 62%. Un dato quantomeno curioso e improbabile, che però non è possibile verificare, perché nonostante l’obbligo di pubblicazione dell’RPA (rapporto preliminare aziendale) annuale delle aziende pubbliche, sul sito dell’Atac vengono riportati i dati sul numero di passeggeri solo fino al 2013. E se non tornano i conti non tornano neanche le promesse elettorali: erano stati annunciati bigliettai sui mezzi e controllori fissi, ma l’unica cosa “fissa” resta il rosso di Atac che perde oltre 80 milioni di euro l’anno per l’evasione. E mentre la sindaca e i vertici dell’azienda dei trasporti cantano vittoria, i numeri rivelano l’ennesima vittoria di Pirro. I servizi restano scadenti, gli scioperi si moltiplicano (anche domani il servizio pubblico sarà a singhiozzo) e la sicurezza sui mezzi resta una chimera. Invece di pensare a attuare misure migliorative, il Movimento 5 Stelle lancerà però nei prossimi giorni una simpatica campagna di comunicazione, con lo spot dell’attore Francesco Pannofino: “Non farti riconoscere, paga il biglietto”. E dire che sarebbe meglio far partire prima un’altra campagna dal tema: “Non farti fregare, dì la verità”.