M5S a guida collegiale e limite dei due mandati. Crimi accelera la svolta. Tirate le somme sugli Stati Generali. C’è anche l’apertura alle alleanze

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A una settimana dalla conclusione degli Stati Generali, il Movimento 5 Stelle accelera verso una nuova organizzazione utile a ridare slancio allo stesso M5S e a consentigli di rispondere meglio alla sfida di essere forza di governo, di proposta e non più di protesta. A tal fine il capo politico reggente Vito Crimi ha pubblicato sul Blog delle stelle un documento di sintesi dei lavori svolti (leggi l’articolo), incentrato in particolare sulla costituzione di un organo collegiale per guidare i pentastellati, confermando il limite dei due mandati, seppure con alcune sottolineature che valorizzano l’esperienza dei candidati, evidenziando la necessità di rivedere i rapporti con Rousseau e aprendo alle alleanze.

IL QUADRO. I pentastellati sono cresciuti. Seppure con alleati diversi sono alla guida del Paese da quasi tre anni e, come è stato evidente durante gli Stati generali, hanno necessità di strutturarsi come tutte le forze politiche. Un’operazione complessa nel momento in cui viene fatta senza perdere la propria anima. Crimi ha cercato di sintetizzare quanto emerso in quello che può essere considerato il primo grande congresso grillino, gettando così le basi per i lavori da compiere velocemente nelle prossime settimane. In un documento fatto di una premessa e nove paragrafi.

“Gli Stati Generali hanno rappresentato l’inizio di un percorso fatto di partecipazione ed entusiasmo che ha raccolto idee e proposte”, ha subito precisato il capo politico reggente. Il vice ministro dell’interno ha quindi aggiunto che i diversi contributi “verranno ulteriormente arricchiti grazie al supporto e al coordinamento del Team del Futuro e al coinvolgimento del maggior numero possibile di iscritti al MoVimento”. Il documento di sintesi riguarda intanto l’organizzazione, le regole e i principi del Movimento 5 Stelle e i contenuti saranno sottoposti, per parti separate, “al voto dell’assemblea degli iscritti sulla piattaforma Rousseau”.

I PUNTI. Dopo gli Stati generali si va dunque verso la costituzione di un organo collegiale. Non più un uomo solo al comando. E sempre mantenendo come principio ispiratore del Movimento la democrazia diretta, da esercitare attraverso la rete, da rivedere il rapporto con Rousseau. Nel documento di sintesi viene infatti sottolineato che “i rapporti con il gestore della piattaforma devono essere regolati da apposito contratto di servizio o accordo di partnerhip che definisca i servizi delegati, ruoli, doveri reciproci”.

Confermando il limite dei due mandati, sulle candidature viene quindi sottolineato che “si propone di valorizzare, all’atto della prima candidatura alle istituzioni regionali, nazionali o europee, chi ha effettuato uno o più mandati da consigliere comunale”. Previste poi una chiara organizzazione a livello territoriale, un’apertura agli accordi con altre forze politiche. e una gestione centralizzata dei fondi.

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