Mafia Capitale, il prefetto Pecoraro para i colpi. Mai favorito Buzzi né subìto pressioni. Confermata la lettera sulla Eriches 29. Ma si tratta di una delle tante inviate

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Pressato da ogni parte, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro prova a parare i colpi che gli sono arrivati tra la fine del week end e l’inizio della settimana. Soprattutto respinge al mittente l’accusa di aver confezionato una lettera al solo fine di sponsorizzare le cooperative di Salvatore Buzzi per la gestione del centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto. E nega di aver mai subito pressioni dallo stesso Buzzi, accusato dall’inchiesta su Mafia Capitale si essere il braccio finanziario della presunta cupola che faceva capo all’ex Nar Massimo Carminati. Di sicuro ieri è stata una giornata di fuoco. “Buzzi? Non sapevo chi fosse, l’ho incontrato solo per rispetto della persona che me lo ha presentato, Gianni Letta, e gli dissi di no, che non potevo accogliere altri migranti”. Con queste parole Pecoraro ha innanzitutto risposto ad alcuni articoli di stampa che raccontavano di un documento attraverso il quale la prefettura avrebbe dato il via libera ad una convenzione con la cooperativa Eriches 29 di Buzzi per l’arrivo dei profughi a Castelnuovo di Porto.

LE PAROLE
“A Buzzi ho detto no”, ha ribadito il prefetto, spiegando che il suo rifiuto era motivato e senza la possibilità di essere rivisto. “Non c’era nessuna motivazione che potesse farmi cambiare idea”, ha aggiunto il Pecoraro che ha continuato: “Al di là di Buzzi c’erano motivazioni oggettive. A Castelnuovo esisteva già il Cara (centro per richiedenti asilo, ndr) che non era in grado di ricevere nuovi immigrati. Abbiamo avuto problemi al Cara e abbiamo dovuto rivedere la vigilanza e non era possibile in quelle condizioni incrementare il numero dei migranti”. E ancora: “A marzo Buzzi non sapevo neanche chi fosse, l’ho ricevuto solo per il rispetto che ho della persona che me lo ha presentato”. A questo punto Pecoraro ha precisato di non essersi mai sentito “sotto pressione, né da Letta né da Buzzi. Dopo l’incontro non ho più ricevuto richieste in tal senso dalla cooperativa Eriches di Buzzi”.

LA MISSIVA
Poi c’è il capitolo relativo alla lettera con la quale il prefetto avrebbe dato il via libera alle coop di Buzzi. In realtà, è stata la linea difensiva, in un momento di emergenza le missive sono state numerose. “Le lettere sono state inviate a tutti i sindaci e a tutti gli enti con posti disponibili”. Quindi Percoraro conferma di aver scritto la lettera del 18 marzo inviata al sindaco di Castelnuovo di Porto in cui segnalava la disponibilità della cooperativa Eriches 29 ad ospitare gli immigrati in arrivo nella provincia di Roma. Ma si tratta di una missiva tra le tante. Il prefetto ha infatti mostrato i documenti che certificano l’invio delle lettere. Nello stesso giorno, il 18 marzo, dalla prefettura partono cinque missive protocollate ai sindaci e alle questure di Guidonia, Ciampino, Rocca Priora, Anguillara e Castelnuovo di Porto in cui si porta a conoscenza delle amministrazioni comunali la disponibilità di alcune associazioni ad ospitare gli immigrati e a verificare se ci siano motivi ostativi. Nei giorni successivi partono altre lettere, inviate ad altri comuni (Monterotondo, Pomezia, Nettuno, Fiano Romano e molti altri) con le stesse richieste.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I burocrati uccidono più del virus

Dobbiamo attendere gli accertamenti medici per sapere se la giovanissima Camilla Canepa è morta per il vaccino Astrazeneca o per altro, ma in ogni caso questa tragedia ha fatto emergere tutte le falle della campagna vaccinale: il Cts, l’Aifa, Figliuolo e le Regioni. Ora non

Continua »
TV E MEDIA