Una beffa dietro l’altra. Una delle misure ritenute centrali nella Manovra varata dal governo ieri è il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 55mila euro: la seconda aliquota, al 33%, verrà applicata non più fino a 50mila euro come avveniva finora, ma fino a 55mila. Una buona notizia, verrebbe da dire, ma che nasconde diverse beffe al suo interno.
La prima riguarda l’importo: parliamo, al massimo, di un totale di 500 euro in più a lavoratore in un anno. Non una grande differenza e che riguarderà, peraltro, anche chi guadagna molto di più, probabilmente fino a 200mila euro, senza nulla per chi guadagna meno. Poi, la seconda beffa: è probabile che questa misura non sia strutturale, ma solo per due anni. E poi, l’ultima beffa: con tutto il taglio dell’aliquota, un lavoratore dipendente che guadagna 51mila paga quasi il doppio di Irpef rispetto a un autonomo che ne guadagna 100mila, come sottolinea la Cgil.
Tutte le beffe della nuova aliquota Irpef fino a 55mila euro
Andiamo con ordine. L’ultima beffa è quella emersa dopo l’approvazione della Manovra. Il taglio dell’Irpef non è infatti definito nelle tempistiche. In attesa del testo definitivo, durante la trasmissione SkyTg24 Economia è stato chiesto al deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, per quanti anni fosse applicato il taglio. Filini, pur ammettendo di non aver visto il testo e di non avere alcuna certezza, ha risposto che l’ipotesi più probabile è che il taglio valga solamente per due anni, il 2027 e il 2028.
Passiamo poi all’analisi della Cgil, sottolineata dal suo segretario confederale, Christian Ferrari, che definisce “pochi spiccioli” il sostegno del governo al ceto medio. Soprattutto perché c’è una “disparità di trattamento che non potrebbe essere più clamorosa”. Innanzitutto perché si tratta di una misura che riguarda pochissimi italiani e ne esclude tanti altri: “Al 92% di lavoratori e pensionati questa Manovra non dà alcuna risposta”.
Poi la differenza tra dipendenti e autonomi: “Un professionista benestante con un reddito lordo da 100 mila euro pagherà, nel 2027, 8.658 euro di Irpef. Un lavoratore dipendente con un reddito da 51 mila euro lordi ne pagherà 14.030, pur percependo la metà, avrà un’imposta quasi doppia. Il primo risparmierà circa 10 mila euro l’anno, il secondo 100 euro”. Questo è l’effetto della flat tax per gli autonomi fino a 100mila euro e del taglio dell’Irpef fino a 55mila euro.
Ferrari ricorda poi che “l’autonomo sarà completamente esentato dalle addizionali locali, il dipendente continuerà a pagare in media 1.428 euro per finanziare i servizi pubblici regionali e comunali”. Insomma, chi ci guadagna con la Manovra è chiaro: altro che aiuto al ceto medio.