Maratona tv sul mattatore. Quindici anni fa scompariva Vittorio Gassman. E Sky Cinema domenica gli dedica un’intera giornata

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Quindici anni fa moriva Vittorio Gassman, uno dei più grandi, se non il più completo, degli attori italiani. Dei suoi cento e più film se ne è parlato e se ne parlerà ancora per tanti anni. A riguardo domenica prossima Sky Cinema Classic dedicherà al Mattatore una lunga maratona. Il ciclo inizia alle 10:50 con la commedia Questi fantasmi. Segue Barabba, alle 12:35. Alle 14:55 è la volta del pungente I mostri. Film a episodi, vera collezione di battute geniali e personaggi interpretati da Gassman e Ugo Tognazzi e firmata da Dino Risi nel 1963. Con la famosa frase pronunciata da Gassman nei panni di un pugile suonato: “I cazzotti fanno male”. A seguire, alle 16:55, Brancaleone alle crociate, secondo capitolo delle leggendarie avventure di Brancaleone da Norcia. La maratona si chiude con il capolavoro di Dino Risi: Il sorpasso, alle 19:05. Pietra miliare della storia del cinema italiano, la pellicola è ambientata nella mattina di Ferragosto del 1962. Gassman interpreta Bruno Cortona, un personaggio ambiguo e invadente che travolge, fino al tragico finale, la vita tranquilla dello studente di legge Bruno Mariani, interpretato da Jean Louis Trintignant. Il film non fu accolto con un grande successo di critica. Dino Risi raccontò che alla prima erano presenti solo 50 persone. Alla fine però arrivò a incassare poco meno di due miliardi di lire.

PAZZO PER LE ATTRICI
Sapete quanti mogli ha avuto Gassman? Ben 4. E ha sposato solo attrici. Ognuna gli ha dato un erede. A 21 anni ha sposato Nora Ricci, dalla quale ha divorziato 9 anni dopo per sposare (due ore dopo il divorzio ottenuto in Messico) l’attrice americana Shelley Winters. La fine della storia d’amore con la seconda moglie fu burrascoso. La separazione fu annunciata durante due conferenze stampa. Prima lei, dopo qualche tempo lui. Gassman non sposerà mai Anna Maria Ferrero, ma forse è con lei che dà vita alla storia d’amore più travagliata della sua vita. Gassman o Gassmann il suo cognome? Buona la seconda. Il padre aveva due n, ma il Mattatore ne abolì una. Sapete qual è l’epitaffio scritto sulla lapide: “Non fu mai impallato!”. E se lo dice lui c’è da crederci.