Mattarelliani all’assalto della Rai. Scrosati, Rizzo Nervo e Morgante nel clan del Colle. Per la nuova governance bisogna fare i conti con loro

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La Democrazia cristiana è tornata. L’elezione al Colle di Sergio Mattarella non è la punta dell’iceberg, ma il primo tassello per il grande ritorno dei democristiani sulla scena. Un rientro da pianificare con la conquista delle poltrone che contano. Rifatta la Dc, ora bisogna rifare i democristiani. La Rai, ovviamente, è tra gli obiettivi strategici. La riforma della governance di Viale Mazzini è un tassello molto importante nello scacchiere del potere. Il re Mattarella può contare su una torre come Nino Rizzo Nervo e su un alfiere che risponde al nome di Vincenzo Morgante. Rizzo Nervo, uomo di prima repubblica in Rai, ha partecipato alla stesura della nuova riforma dell’informazione voluta dal dg Luigi Gubitosi ed è in corsa per la super direzione della Newsroom 1. Ha un ottimo rapporto con Mattarella, lo ha già incontrato più volte (anche dopo l’ascesa al Colle). Morgante è il direttore della Tgr, amico di famiglia del Capo dello Stato, è un papabile accreditato per fare il beato tra le donne e beffare sul traguardo Bianca Berlinguer e Monica Maggioni nella corsa alla Newsroom 2. E la regina? A chi tocca il ruolo più importante della scacchiera? A un altro pupillo del clan dei palermitani. Ragazzo prodigio, scoperto da Leoluca Orlando. Si tratta di Andrea Scrosati, l’attuale vicepresidente di Sky Italia. Il dirigente che si occupa di cinema, spettacoli e dei canale partner dell’emittente di Murdoch. E quindi, oltre a essere un manager, è anche un uomo di prodotto. Scrosati all’età di 19 anni diventa capo ufficio stampa della Rete di Orlando. I due si conoscono quando il manager era ancora un rappresentante degli studenti al classico. Gradino dopo gradino ecco la scalata. E ora Scrosati è in pole per il ruolo di nuovo amministratore unico. A questo punto non è da escludere che come numero 2, il direttore generale esecutivo, possa essere scelto proprio Rizzo Nervo, in modo da lasciare a Mario Orfeo la Newsroom 1. Riusciranno i mattarelliani a prendersi tutto il cucuzzaro di Viale Mazzini? Un’altra figura in forte ascesa è Eleonora Andreatta, alla guida di Raifiction. Il suo cognome non può non far pensare alla Democrazia cristiana.

L’INTERISTA BACCONI
Adriano Bacconi, l’esperto di tattica della Domenica sportiva è un consulente dell’Inter. Dietro il suo aspetto, un po’ grottesco un po’ saccente, c’è un professionista molto stimato nel mondo del calcio. Certo, non è Arrigo Sacchi, tuttavia ha lavorato con il ct mondiale Marcello Lippi, prima di arrivare alla corte nerazzurra e in Rai, dove non lavora certo gratis. Il suo caso fa venire alla mente Daniele Adani, l’opinionista Sky che ha rifiutato il contratto con i nerazzurri proprio per non essere accusato di conflitto di interesse. Quello che invece non ha fatto Bacconi.

BRONZO A CROZZA
Nella corsa al podio del venerdì sera Maurizio Crozza è medaglia di bronzo se si tiene conto solo i dati della prima serata, quando Il paese delle Meraviglie de La7 molla il testimone a Bersaglio mobile di Enrico Mentana. Precedono Crozza solo Canale 5 e Raiuno. Poi c’è il comico genovese che con 2.227.373 spettatori e l’8,17% di share precede Quarto grado (2.109.016 -7,74%) e Colorado (1.916.606-7,03%), che poi recuperano share in seconda serata, quando però Crozza è già a nanna.