Mediaset, una dipendenza da big. Stesso palinsesto da anni, a Canale 5 non si cambia. Tutto ruota intorno a De Filippi, Bonolis e Striscia

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Da un po’ di anni a questa parte Canale 5 si è imborghesito sugli allori. Il palinsesto è sempre lo stesso. De Filippi, Bonolis, Striscia. Ancora De Filippi. Ancora Bonolis. Ancora Striscia. Poi Gerry Scotti, Barbara d’Urso e un Garko di passaggio. Lo dice pure il Biscione. Non quello dello stemma ufficiale, bensì l’altro, il clandestino del blog, che abita nei corridoi di Cologno e che si diverte a registrare gli spifferi. Certo, tutto quello che pubblica non è che vada preso come oro colato, tuttavia in più di un’occasione ha ricordato i tempi eroici, quando si sperimentavano i format. Quando in azienda c’era Silvio Berlusconi in prima persona a seguire palinsesti e programmi. Il vecchio spirito creativo e innovativo non c’è più. Del resto come dare torto a una rete che fa ascolti (e introiti pubblicitari) in scioltezza con il pilota automatico? La struttura funziona a meraviglia. I problemi potrebbero arrivare se qualcuno dei pilastri dovesse cambiare aria. De Filippi, Ricci e Bonolis hanno costruito dei feudi nei quali non hanno nessun tipo di vincolo. In pratica sono liberi di fare e disfare tutto. A Mediaset va bene perché portano a casa grandi ascolti e inserzionisti. Ovviamente, finché non decideranno di andarsene. Le sirene tentano da anni, i soldi li prenderebbero anche altrove, ma finirebbero per perdere quella libertà di cui non sanno fare a meno. Siamo davanti al Biscione che si morde la coda, dunque. Ma qualcosa l’azienda di Cologno la dovrà pure sperimentare? O No? Altrimenti si rischia di finire come i dinosauri.

ITALIA 1 E TG4
Ed ecco che su Italia 1 vanno in onda i nuovi format. Con luci e ombre. Il palco musicale di Simone Annicchiarico sta funzionando, Maggioranza assoluta di Pierluigi Pardo è durata solo due puntate. A vederlo è stato lo stesso pubblico di Tiki Taka, un programma che invece è andato benissimo. A maggio arriva Paola Barale, che torna a Mediaset in prima serata con un format, Flight 616, l’adventure dating show prodotto da Magnolia, che in pratica è una mezza copia di Pechino Express, la trasmissione di Raidue che ha rilanciato proprio la Barale. Ottima idea il Tg4 condotto da Cecchi Paone. Un tiggì didattico. Semplice. Nel linguaggio e nei contenuti. Scorre come il racconto di un amico. Giusto definirlo la macchina del tempo delle news. Anche il sito TgCom24 ha conosciuto il restyling a 15 anni dalla nascita. Nuovi sito, app e format (che nascono dalle costole dei programmi di maggior successo dell’informazione Mediaset) a disposizione di Paolo Liguori. Con Raffaele Sollecito opinionista su temi della giustizia. Una scelta che farà sicuramente discutere. Funzionano solo in qualche occasione invece i format che cambiano il conduttore. Per un Quarto grado che anche con Gianluigi Nuzzi va forte, c’è un Matrix che dopo Mentana è stato un altro programma, pur conservando lo stesso nome. Forse sarebbe stato meglio cucire un format su misura prima per Alessio Vinci e poi per Luca Telese. Del resto anche a Raitre il Ballarò con Giannini è tutta un’altra cosa rispetto al Ballarò con Floris. Bastava cambiare il titolo e si sarebbero evitati i raffronti.