Com’è che la meglio intellighenzia s’è persa dietro ai No Vax. Per fortuna la stragrande maggioranza dei cittadini ha scelto di vaccinarsi per recuperare la libertà minacciata dal Covid

No Vax Cacciari
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Siamo sempre fermi al “tradimento dei chierici”, come Julien Benda definì nel 1927 il colpevole scivolamento di molti intellettuali dell’epoca verso il sostegno alle dittature che in quegli anni stavano erodendo la fragilissima trama delle democrazie liberali. Quasi un secolo dopo, lo scivolamento di alcuni intellettuali della nostra epoca verso le tesi No Vax rivela lo stesso grado di irresponsabilità che animò quei complici (inconsapevoli?) dell’ascesa dei fascismi tra le due guerre.

Perché al netto dei dubbi legittimi che animano le perplessità di alcuni circa l’efficacia dei vaccini – perplessità non troppo distanti dal timore che può prendere ognuno di noi al momento di assumere un qualsiasi farmaco – quanto di estremamente pericoloso sorregge il movimento politico No Vax e la lettura complottistica della realtà, con la convinzione che la campagna vaccinale sia solo l’ultima grande macchinazione mondiale promossa da fantomatici poteri occulti.

RIECCO I PREGIUDIZI. Si tratta di una lettura di matrice paranoide che non nasce ai giorni nostri e che appare molto simile, ad esempio, al pregiudizio antisemita che ha attraversato per secoli le società occidentali: così come l’ebreo era il regista cosmopolita di un disegno occulto volto a conculcare la libera volontà delle nazioni, così oggi le ragioni democratiche che spingono a tutelare la salute pubblica attraverso il vaccino sono per i No Vax la grande finzione dietro la quale si nasconderebbe un piano per assumere il controllo delle nostre vite.

E non è un caso che ad ogni latitudine del pianeta – da Trump a Bolsonaro fino alla nostra Giorgia Meloni – la destra estrema abbia scommesso su questi stessi argomenti: senza mai assumerli fino in fondo, perché l’apparenza vuole la sua parte, ma lisciando il pelo a tutti coloro che in questi mesi di pandemia hanno denunciato una inesistente “dittatura sanitaria”.

DITTATURA SANITARIA E IDEE DA RICOVERO. Se però il flirt tra estrema destra e No Vax si spiega nel segno della comune diffidenza verso la democrazia, sorprende e delude il sostegno che questo movimento ha trovato in alcuni intellettuali che hanno costruito carriere e credibilità grazie anche alla loro militanza a sinistra. Nei Massimo Cacciari (nella foto), Agamben, Freccero e gli altri apprendisti stregoni che si uniscono all’irresponsabile coro di denuncia della “dittatura sanitaria” c’è da un lato un disprezzo elitario verso la solida ragionevolezza del cittadino comune, magari di poche letture ma di molto buon senso, che vuole vaccinarsi perché teme per la salute propria e dei propri familiari.

Dall’altro, c’è la fascinazione verso la critica alla democrazia come equilibrio tra diritti e doveri, e l’auspicio che le colpe dell’Occidente vengano espiate una volta per tutte nell’apocalisse della pandemia. Laddove, come ha ricordato pochi giorni fa il filosofo Giacomo Marramao al collega Cacciari, “la libertà dei moderni non è mai stata individualismo ma è sempre stata effetto di gruppi di comunità che hanno lottato per determinare progressi e conquiste, mai con il rischio di danneggiare altri”.

CACCIA AL COMPLOTTO. Una fascinazione pericolosa, quella dei nostri chierici verso i No Vax e i loro complottismi paranoidi. Ma una fascinazione che sta trovando la migliore risposta nella solidità delle nostre istituzioni democratiche e nella scelta, libera e consapevole, della stragrande maggioranza dei cittadini che si sta vaccinando in massa proprio perché vuole recuperare la libertà minacciata dal Covid.