Quando un Paese perde il controllo del debito “non sceglie più” e anzi “subisce”: avere i conti in ordine è dunque una necessità prima che contabile, “redistributiva”. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, alla vigilia del verdetto Istat sul deficit, era tornato a difendere la linea del rigore. L’uscita dalla procedura avrebbe aperto margini di bilancio aggiuntivi che avrebbero potuto essere usati per la flessibilità Ue su energia e difesa a partire anche dalla prossima legge di bilancio. Peccato che l’Italia sia rimasta sotto procedura Ue per disavanzo eccessivo e che Giorgetti da che si diceva “speranzoso” abbia poi espresso “rammarico”. Ugualmente “dispiaciuta” si è detta la premier Giorgia Meloni. Che è tornata ad attaccare l’Istat che rivede, a suo dire, troppo spesso le stime di crescita.
Meloni all’angolo se la prende con l’Istat: “Sottostima gli italiani o il governo”
“Ora – ha detto la premier – io non so se l’Istat sottostimi gli italiani o sottostimi il governo, ma sta accadendo sempre e mi spiacerebbe molto se questo accadesse anche fra due anni e se noi fra due anni dovessimo scoprire che in realtà stavamo sotto al 3% ma le stime erano diciamo troppo prudenti”. Ma nel mirino delle opposizioni finisce proprio la linea del rigore del duo Giorgetti-Meloni che, strozzando la crescita, non ci ha fatto uscire dalla procedura d’infrazione.
Opposizioni in trincea
“Solo con la crescita si tengono i conti in ordine. I dati Istat certificano che aver fatto quattro anni di austerità a colpi di avanzo primario, e quindi di tagli e tasse, e aver imbellettato i conti con escamotage vari, come la riclassificazione in bilancio dei crediti d’imposta edilizi, ha portato al nulla: deficit ancora sopra il 3%, debito pubblico in aumento e pressione fiscale da record”, comunicano in una nota i parlamentari M5S delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato.
“La conferma del deficit 2025 al 3,1% è una notizia non positiva per l’Italia e uno smacco per Meloni e Giorgetti: in questi anni hanno puntato tutto sulla stabilità dei conti, portando la pressione fiscale al massimo dal 2014 e tagliando molti servizi pubblici, a partire dalla sanità. Questa politica di austerità ha però depresso la crescita, che nel 2025 si è attestata al terz’ultimo posto in Europa nonostante il PNRR. Ora il governo eviti una finanziaria di mance e mancette, quello di cui abbiamo bisogno è una vera strategia per la crescita, perché l’Italia si è fermata e se l’economia non riparte anche i conti pubblici rischiano di peggiorare nuovamente”, ha dichiarato il dem Antonio Misiani.
Propaganda e bugie
“I numeri dell’Istat smontano la propaganda del governo Meloni. Altro che ‘meno tasse per tutti’: gli italiani pagano sempre di più per finanziare un governo che continua a scegliere le armi invece del welfare. Meloni prepara una campagna elettorale a debito: più armi, più promesse e nuove spese. È la politica di Cetto La Qualunque, con una differenza: il conto lo pagano gli italiani”, afferma da Avs Angelo Bonelli.
Botta risposta Salvini-Forza Italia
Ma i dati Istat accendono una diatriba anche all’interno della maggioranza. “Dobbiamo affrontare una legge di Bilancio che punta sugli investimenti, sullo sviluppo, sul futuro, sulla riforma delle pensioni, sull’aumento degli stipendi, quindi a me dello zero virgola in più o in meno interessa zero”, ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini. “Solo come ministero a me servono 8 miliardi cash a fine anno per pagare i lavori già fatti”. Per cui in manovra “è evidente che serve uno scostamento di bilancio da miliardi”, ha sottolineato il ministro che, però, dimentica che al dicastero di via XX Settembre c’è il suo collega di partito che predica la linea del rigore.
Glielo fa notare Forza Italia. “Bisogna essere attenti perché se i fondamentali economici sono buoni, teniamo bassi gli spread e i costi per i cittadini. La posizione di FI è calma e gesso. Quindi, fermo restando l’obiettivo di uscire dalla procedura di infrazione nel 2027, chiederemo una manovra equilibrata che sostenga i consumi e la crescita economica. Peraltro, è quello che dice Giorgetti. Le risorse bisogna spenderle meglio”, ha detto il portavoce di FI Raffaele Nevi interpellato dall’Ansa. “Continuiamo a gestire con oculatezza il bilancio pubblico”, ha concluso l’azzurro.