Alla Meloni il Green Pass piace solo alla Camera. La destra chiede che i deputati sprovvisti non siano ammessi. Il certificato è già richiesto per accedere in diversi ambienti di Montecitorio come il ristorante

Green Pass Camera
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Se il Green Pass serve a proteggere comuni mortali che vanno al ristorante, in piscina, in palestra o devono salire su un treno veloce o su aereo il partito di Giorgia Meloni manifesta aperta contrarietà al certificato verde. Se invece serve a proteggere i parlamentari allora Fratelli d’Italia non si oppone all’introduzione del lasciapassare. E’ quanto è emerso ieri alla Camera chiamata ad esaminare il decreto per l’emergenza Covid, che contiene le disposizioni relative al Green Pass.

A chiedere che l’obbligo del certificato verde (già richiesto per stare in altri ambienti della Camera come la biblioteca e il ristorante) valga anche per l’ingresso in Aula e nel palazzo di Montecitorio è stato dunque il partito della Meloni. Se la regola sul Green Pass deve valere per gli italiani allora, è il ragionamento di FdI, non devono esistere “privilegi” per i parlamentari. D’accordo, soprattutto per una questione di sicurezza e tutela della salute, anche diverse forze di maggioranza, tra cui Pd, Italia viva, Coraggio Italia e Forza Italia.

La palla passa ora nelle mani del presidente Roberto Fico, al quale le forze politiche chiedono una risposta. La questione potrebbe essere affrontata dall’Ufficio di presidenza, anche se il tema dovrebbe essere oggetto, sostengono i più, di una decisione della Conferenza dei capigruppo. A riproporre la questione, peraltro già affrontata alla Camera prima della pausa estiva dei lavori, è stato precisamente il capogruppo di FdI, Francesco Lollobrigida: “Ho chiesto più volte, nonostante la nostra forza politica – ed io, personalmente – riteniamo il Green Pass uno strumento inutile, che le regole applicate ai cittadini italiani fossero applicate pedissequamente ai parlamentari della Repubblica, che sono rappresentanti del popolo, hanno guarentigie, ma non devono avere privilegi”.

E ancora: “Siccome mi sembra scontato che in quest’Aula, quando in questi metri quadri vi sono centinaia di parlamentari che risultano presenti, debba applicarsi la stessa norma che vale per gli assembramenti fuori da quest’Aula, vorrei sapere se la Presidenza abbia ritenuto opportuno chiedere ai parlamentari per l’ingresso in Aula il Green Pass o ritenga invece che il privilegio di essere esentati da uno strumento imposto alla nostra gente sia una cosa corretta”. Insomma dietro la storiella del “no ai privilegi” Fratelli d’Italia pensa a proteggere la salute dei suoi parlamentari.

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