Missioni umanitarie ad alto rischio

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di Marcello Di Napoli

I pericoli che corre un missionario sono tanti. Nei vari paesi del mondo dove la parola del Signore è meno conosciuta e dove la povertà piega le ginocchia della gente, come per esempio in Africa, gli omicidi, le rapine e le truffe sono all’ordine del giorno. Questa volta, in Burundi, tre missionarie saveriane italiane sono state uccise da uno squilibrato. Due sono state ammazzate nel pomeriggio di domenica, facendo pensare a una rapina degenerata, la terza nella notte tra domenica e lunedì. Suor Lucia Pulici e suor Olga Raschietti sono state aggredite nel loro convento di Kamenge, nel quartiere settentrionale di Bujumbura, presso la parrocchia Guido Maria Conforti. La terza missionaria, suor Bernardetta Boggian, è morta in un secondo momento. Prorio lei aveva dato l’allarme dell’uccisione delle due sorelle.

La dinamica
Suor Bernardetta rientrando dall’aeroporto dov’era andata ad accogliere alcune sorelle di rientro dal capitolato generale di Parma, era arrivata alla casa di suor Olga e suor Lucia trovandola sbarrata, con le tende tirate. Dopo una breve ricerca nel quartiere, non trovandole e avendo saputo dai guardiani del cancello che non le avevano viste uscire, era corsa da padre Mario Pulcini. “Mi sono recato alla casa e stavo per forzare la porta quando mi ha aperto dall’interno suor Bernadetta”, ha raccontato padre Pulcini. “Era sconvolta”, continua Pulcini, “aveva trovato una porta laterale forzata e i corpi di suor Olga e suor Lucia”. Subito dopo è stata allertata la polizia per effettuare i rilievi. Le tre sorelle sono state violentate e uccise con un coltello e una di loro, Suor Bernardetta, è stata decapitata dall’assassino. Qualche dubbio sulla ricostruzione della polizia locale viene sollevato dall’ordine delle Missionarie saveriane che fanno sapere di non sapere niente rispetto alle violenze subite dalle sorelle. Le missionarie saveriane sono sotto choc, così come la diocesi di Parma dalla quale arrivavano le tre sorelle e la comunità locale che aveva imparato a conoscerle e apprezzarle. Suor Lucia Pulici aveva 75 anni, suor Olga Raschietti 83. Vivevano in Burundi praticamente da sempre. “È morta per la sua vocazione”, ha raccontato Arduino, fratello di suor Olga. “E se sul piano umano sono dispiaciuto, come cristiano sono orgoglioso. È già nei cieli, ne sono certo e lo dico rispettando il credo di ognuno”, ha concluso Arduino.

Il cordoglio
Anche il governo italiano ha espresso le sue condoglianze. “È un grande dolore”, ha commentato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, “a nome mio e del governo vorrei porgere le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e a tutto l’ordine delle Missionarie di Maria Saveriane”. “Ancora una volta”, ha aggiunto, “assistiamo al sacrificio di chi, con dedizione totale, ha passato la propria vita ad alleviare le troppe sofferenze che ancora esistono nel continente africano”. “Attendiamo ora che le autorità del Burundi chiariscano quanto accaduto e ci adopereremo per riportare in Italia quanto prima le salme delle religiose”, ha concluso. Ma l’ordine delle saveriane era già stato preso di mira in Africa, dove nel gennaio del 1995 sette suore cattoliche missionarie di Maria-Saveriane furono sequestrate in Burundi, per poi essere liberate.