“Oggi il Movimento 5 Stelle prenderร parte alla fiaccolata dedicata ad Aleksej Navalny, noto attivista, blogger, tra i piรน tenaci oppositori di Putin. Avevamo chiesto giustizia nei suoi confronti giร nel 2020, quando era stato ricoverato in gravi condizioni per lโavvelenamento tramite lโagente nervino Novichok”. ร quanto afferma in un lungo posto su Facebook, il presidente del M5S, Giuseppe Conte.
Il Movimento 5 Stelle prenderร parte alla fiaccolata dedicata ad Aleksej Navalny. Lo ha annunciato il leader Conte
“Ancora piรน forte risuona la nostra richiesta di giustizia – aggiunge Conte – ora che รจ deceduto in una sperduta colonia penale russa, in circostanze oscure, mentre era in attesa dellโennesimo processo. Non potremmo condividere tutte le sue posizioni politiche, in particolare quelle ispirate a un nazionalismo radicale, ma ci inchiniamo di fronte alle sue battaglie per la libertร di opinione, alle sue campagne contro la corruzione, al suo coraggio nella sfida contro il regime putiniano. Oggi il Movimento 5 Stelle ricorda pure che siamo alla vigilia di un appuntamento importante. Giร per domani รจ attesa la pronuncia della High Court del Regno Unito sullโappello che Julian Assange, fondatore di Wikileaks, ha promosso contro lโestradizione negli Stati Uniti. Ad Assange viene contestato di avere violato lโEspionage Act, una legge del 1917, pubblicando oltre 700 mila documenti segreti del governo americano. Per questa ragione rischia 175 anni in una prigione di massima sicurezza”.
“Ci inchiniamo di fronte alle sue battaglie per la libertร di opinione, alle sue campagne contro la corruzione”
“ร la prima volta che un giornalista che rende pubbliche informazioni anche scomode – prosegue – su crimini e torture viene posto sullo stesso piano di una qualsiasi spia, che tradisce il proprio paese passando documenti al nemico. Su questo punto, lโatteggiamento del Governo americano non ha registrato mutamenti, passando dallโamministrazione Trump a quella di Biden. Sono due casi completamente diversi. Nel caso di Assange non si registrano avvelenamenti di sorta, a tacer di altre differenze. Spero davvero che qualche spirito debole, amante delle piรน sciocche polemiche, non ci imputi di volerli mettere sullo stesso piano. E preciso che non ci sfuggono affatto le differenze tra un sistema democratico e un sistema autocratico”.
“A voler essere ancora piรน chiari – aggiunge ancora il leader M5S -, non vi sono ragioni per ritenere che ad Assange, in caso di estradizione, non verranno applicate tutte le garanzie della โRule of Lawโ e del โdue processโ. Insomma, nel caso di Assange parliamo degli Stati Uniti, un Paese nostro โamicoโ, fondato su regole democratiche, che peraltro vanta la tradizione di affidare alla giuria popolare il verdetto finale, nella convinzione che questo coinvolgimento popolare sia la migliore garanzia per rafforzare la tenuta democratica contro possibili arbitrii e soprusi. Ma noi, ciononostante, ci auguriamo che lโestradizione di Assange non sia concessa.
“Condividiamo con tutto il cuore questa esortazione, espressa โ tra gli altri โ dal Consiglio dโEuropa nel 2020 e, da ultimo, dalla relatrice speciale Onu sulla tortura, Alice Jill Edwards. Non perchรฉ siamo nemici degli Stati Uniti. Non perchรฉ riteniamo la loro democrazia di scarsa qualitร . ร un discorso, questo, che non intendiamo neppure accennare, avendo giร cosรฌ tanti problemi alle prese con le patologie della nostra democrazia. Il nostro augurio รจ un inno alla libertร di stampa. Un inno che non deve conoscere nรฉ limitazioni nรฉ confini. Un inno che vale ovunque”.
Il M5S invita a mantenere alta l’attenzione anche sulle sorti del fondatore di Wikileaks Julian Assange
Un inno per noi sacro, che ho difeso con forza anche con il principe Mohammad bin Salman, al quale, quando ero Presidente del Consiglio, durante il G20 in Argentina, nel 2018, rivendicai la necessitร di un giusto processo, con osservatori internazionali, per accertare le responsabilitร per il truce assassinio del giornalista Jamal Kashoggi.
Questo inno รจ sacro perchรฉ, a ogni latitudine del mondo, i politici dimostrano allergia per chi spiffera i segreti del potere, soprattutto se inconfessabili. ร un inno che ci dovrebbe unire tutti. Ha osservato lโavvocato americano Barry Pollack: โI giornalisti di tutto il mondo dovrebbero essere molto preoccupati da queste accuse penali senza precedenti, perchรฉ minano il diritto della stampa a proteggere le proprie fonti confidenzialiโ.
“Questo รจ il principio che ha sempre ispirato un grande costituzionalista americano: il giudice Hugo Black, il quale ammoniva โdobbiamo proteggere le idee che detestiamo, altrimenti presto o tardi ci proibiranno di esprimere quelle che amiamoโ. E a questo proposito, ricordo che Hugo Black รจ stato il giudice redattore della storica sentenza con cui la Corte Suprema americana, il 30 giugno 1971, autorizzรฒ il New York Times e il Washington Post a riprendere le pubblicazioni sui โPentagon Papersโ, documenti coperti dal segreto di stato, che rivelarono le falsitร e la disastrosa gestione della guerra del Vietnam da parte del Governo americano. Il primo emendamento della Costituzione americana, insegnava Hugo Black, implicava che la stampa โdeve servire ai governati non ai governanti. Il potere del governo di censurare la stampa รจ stato abolito perchรฉ la stampa rimanesse per sempre libera di censurare il governoโ.