Malgrado le proteste della comunità internazionale e una telefonata particolarmente tesa con Donald Trump, convinto che le operazioni militari israeliane in Libano stiano complicando le trattative di pace con l’Iran, Benjamin Netanyahu prosegue sulla propria linea e ordina nuovi bombardamenti su Beirut. Secondo il ministero della Salute libanese, nelle ultime 12 ore i raid dell’Idf si sono intensificati, provocando la morte di almeno 17 persone e il ferimento di altre 48.
Gli attacchi hanno colpito numerose località del Libano meridionale. Due persone sono morte in un bombardamento su Deir Qanun Ras al Ain, nel distretto di Tiro, mentre altri raid hanno interessato Majdel Selm, Deir Qanun an Nahr e l’area compresa tra Haddatha e Rashaf. A Burj ash Shamali, nei pressi di Tiro, si contano due vittime, tra cui un bambino, e 32 feriti. A Ebba, nel distretto di Nabatiye, tre persone sono state uccise e altre cinque sono rimaste ferite.
Netanyahu ignora Trump e bombarda ancora: almeno 17 morti e 48 feriti in Libano
Tra gli episodi più gravi figura il bombardamento dell’ospedale di Tebnin, nel distretto di Bint Jbeil, che ha causato undici feriti tra pazienti e personale sanitario, oltre a ingenti danni alla struttura. Nel corso della mattinata il bilancio si è ulteriormente aggravato, con almeno altre dieci vittime.
Tra i morti figurano un soccorritore ucciso ad Arabsalim, quattro lavoratori agricoli siriani colpiti nella zona di Hosh lungo la strada di Mayadin, due lavoratori palestinesi uccisi sulla strada di Maamura e altre due persone estratte senza vita dalle macerie dopo un attacco israeliano sulla strada tra Siddiqin e Qana. Un’altra persona è morta in seguito a un raid contro un veicolo a Tebnin.
Attacchi aerei e operazioni con droni hanno inoltre colpito Bazuriye, Qana, Arzun, Srifa, Kfartebnit, Deir Zahrani, Tebnin e Khiam. Le forze israeliane hanno inoltre proseguito la demolizione sistematica di edifici a Debbin, Blat e Khiam, località coinvolte nelle operazioni terrestri nel sud del Libano.
Azioni definite da Hezbollah come una “palese violazione del cessate il fuoco”. Il movimento sciita ha risposto con 13 attacchi contro le forze israeliane presenti nel sud del Paese, senza causare vittime.