Netanyahu fa vacillare le speranze di pace di Trump in Iran. Duro scambio di colpi tra Teheran e Tel Aviv

Netanyahu fa vacillare le speranze di pace di Trump in Iran. Duro scambio di colpi tra Teheran e Tel Aviv. Trema la diplomazia

Netanyahu fa vacillare le speranze di pace di Trump in Iran. Duro scambio di colpi tra Teheran e Tel Aviv

Dopo una domenica di forte tensione, segnata dai consueti raid israeliani su Beirut, in Libano, che questa volta hanno provocato la risposta dell’Iran con il lancio di alcuni missili contro diverse città dello Stato ebraico, questa mattina è arrivata la replica dell’IDF, che ha bombardato obiettivi militari a Teheran e nelle aree circostanti.

Torna così a salire la tensione in Medio Oriente, dove, di fronte all’escalation militare e alle continue violazioni degli accordi di cessate il fuoco denunciate dalle parti coinvolte, si riaffaccia lo spettro di un conflitto più ampio.

Una crisi che rischia di compromettere i negoziati tra l’Iran, guidato da Mojtaba Khamenei, e gli Stati Uniti del presidente Donald Trump. Il capo della Casa Bianca è consapevole che l’inasprimento delle ostilità potrebbe rendere più difficile il raggiungimento di un’intesa diplomatica.

Proprio per questo, come riportato dal Financial Times, Trump avrebbe affermato che Benjamin Netanyahu non avrà “altra scelta” se non quella di accettare un accordo con Teheran, aggiungendo: “Decido tutto io. Non è Netanyahu a decidere”.

Successivamente il presidente statunitense ha cercato di minimizzare la portata degli ultimi sviluppi, sostenendo che gli attacchi iraniani non hanno modificato la sua determinazione a portare avanti i negoziati.

“Non avranno alcun impatto sull’accordo. Vedremo come andrà a finire. Ma gli attacchi missilistici contro Israele non hanno lasciato il segno. È una di quelle cose che vanno avanti da 3.000 anni, o da 47 anni, a seconda di come si conta”, ha dichiarato.

Netanyahu fa vacillare le speranze di pace di Trump in Iran. Duro scambio di colpi tra Teheran e Tel Aviv

Il problema per Trump è che la situazione sembra precipitare, con Netanyahu che non appare intenzionato a rallentare le operazioni. Da Israele, infatti, il portavoce dell’esercito, il generale Effie Defrin, ha dichiarato che “il regime terroristico iraniano ha lanciato missili contro lo Stato di Israele”, sottolineando tuttavia che l’IDF era “preparato” a tale eventualità.

Lo stesso Defrin ha poi annunciato che le forze armate israeliane intendono “intensificare” le proprie operazioni contro Hezbollah.

Quasi in contemporanea con queste dichiarazioni, a Teheran e Karaj sono state udite diverse esplosioni, attribuite a nuovi bombardamenti israeliani sul territorio iraniano. Secondo quanto riferito dall’IDF, gli attacchi hanno colpito diversi obiettivi nell’impianto petrolchimico di Mahshahr, nel sud-ovest del Paese, come risposta al lancio di missili effettuato durante la notte dai Pasdaran.

Un’azione che ha immediatamente provocato una nuova reazione delle Guardie della Rivoluzione, che hanno lanciato ulteriori missili e promesso che a ogni attacco israeliano seguirà una risposta da parte del regime degli ayatollah.