Trump a giorni alterni dice che la guerra in Iran è finita e l’ha vinta. Mi sembra invece che ci sia uno stallo, con sporadici attacchi e contrattacchi, destinato a durare molto tempo.
Elvio Marelli
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Gentile lettore, credo anch’io che l’attuale stallo sia destinato a durare a lungo, eventualmente anni. E sa perché? Perché l’America non ha la forza né per vincere né per continuare una guerra ad alta intensità. Per quanto paradossale possa sembrare, è a corto di munizioni, innanzitutto di Patriot, che sono vitali contro i missili balistici. Secondo l’Associated Press, il Pentagono ha speso il 65% delle sue riserve, ovvero 1500 dei 2330 Patriot che aveva in arsenale prima della guerra. Gliene rimangono 830. Calcolando che, per ogni missile da intercettare, il sistema spara simultaneamente due Patriot, in teoria basterebbero 400 missili iraniani (un numero non eccessivo per l’arsenale di Teheran) per azzerare le difese della flotta e delle 20 basi americane in zona. Né gli Usa possono rimpiazzare i vuoti, perché la costruzione di quei missili ha tempi lunghissimi: l’industria bellica Usa pare possa produrne al massimo 600 all’anno. Il Pentagono rastrella Patriot dagli alleati, come la Corea del Sud, alla quale è stato anche bloccato l’invio di una partita di missili prevista per l’estate. E la crisi non si limita ai Patriot. Secondo il Center for Strategic and International Studies, il buco riguarda anche armi offensive come i Tomahawk, JASSAM e PrSM. Siamo alla paralisi tattica. Con questo non pensi che la vita per l’Iran sarà facile: soffrirà molto, ma è chiaro che l’America non può vincere sul campo.
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