Non è l’Arena: parla il medico di Andrea Scanzi vaccinato come caregiver

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Ieri da Massimo Giletti a Non è l’Arena ha parlato Roberto Romizi, medico di Andrea Scanzi vaccinato come caregiver dei suoi genitori. Il dottore, nel servizio di Francesca Carrarini, prima è introvabile nel suo studio.

Non è l’Arena: parla il medico di Andrea Scanzi vaccinato come caregiver

Evaristo Giglio della Asl Toscana e direttore del distretto sanitario di Arezzo, cita la dichiarazione del medico di famiglia che dice che Scanzi può fare il vaccino in quanto caregiver. Romizi a Non è l’Arena dice che è stato Scanzi a dirgli che voleva fare il vaccino. E gli ha parlato di genitori fragili, affetti da patologie importanti. “Non gli ho suggerito niente”, precisa il dottore. “Lui mi ha chiamato e mi ha detto che voleva fare il vaccino senza passare avanti a nessuno”.

Vaccino a Scanzi, Marco Travaglio lo difende

Nei giorni scorsi sul Fatto Quotidiano, che nei giorni scorsi non aveva parlato della vicenda del vaccino a Scanzi, compare una lettera firmata da Cesare Sartori che gli chiede lumi sulla questione e sul suo silenzio. Travaglio risponde con ironia ma poi viene al punto. Ecco il testo: “Caro Sartori, lei ha ragione, ma cerchi di capirmi. Per una settimana, ogni volta che mi accingevo a scriverne, mi planava sulla scrivania un lancio di agenzia con le scemenze di qualche stalker da social, mitomane da talk, politico o politica senza pudore ma di molta casta, pennivendolo difensore dei privilegi propri, che facevano la morale ad Andrea e mi facevano scappare la voglia di intervenire per non essere confuso o intruppato con loro”.

Poi spiega: “Ora che – pare – il linciaggio si è un po’ placato, provo a riassumere l’idea che mi sono fatto. Scanzi, diversamente da me che sono un po’ incosciente, è un ipocondriaco terrorizzato dal Covid. Per sé e per i suoi genitori. Parlando col suo medico, ha saputo che in Toscana (ogni Regione fa come le pare anche sotto il Governo dei Migliori) ci si poteva segnalare all’Asl come riservisti o panchinari per le dosi di vaccino rimaste inutilizzate la sera. E si è prenotato”.

La versione di Travaglio è simile a quella di Scanzi: “Il suo medico ha segnalato il suo nome, insieme a quelli dei pazienti di altri medici. Per un mese Andrea ha atteso che lo chiamassero, sollecitando ogni tanto notizie. Alla fine l’han chiamato e vaccinato, quando AstraZeneca non era proprio popolarissimo. Io l’avrei fatto? Mai: so benissimo che, anche se una cosa è lecita o usuale o normale, ho addosso i fucili spianati dei tanti che mi vogliono un gran bene, pronti a prendermi in castagna anche se non faccio nulla di sbagliato o di illegale. Ma non è detto che le mie regole personali debbano valere per tutti”.

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