Non sarà Rosy ad affondare le larghe intese

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di Gaetano Pedullà

Dovevano servire a fare quelle riforme che singolarmente Centrodestra e Centrosinistra non erano riuscite a realizzare. Era questo l’alibi delle larghe intese, cioè l’archiviazione di quasi vent’anni di bipolarismo in nome della stabilità pretesa dai mercati. Cosa vediamo invece, ogni giorno più chiaro? Che di riforme si parla sempre meno. Che di provvedimenti coraggiosi non c’è traccia. Che persino la manovra economica è stata fatta col bilancino, facendo più attenzione agli equilibri politici che ai risultati. E più di tutto, vediamo un continuo mercanteggiare. Si contratta su tutto. Un favore a me, una poltrona a te. Roba che sta facendo talmente rimpiangere la vecchia Dc da aver convinto tanti a ricostruirlo davvero il partito di Fanfani, Andreotti e De Mita. Chi di queste storie se ne intende, anche per essere stata tanti anni nello Scudocrociato, è senz’altro Rosy Bindi, da ieri presidente della Commissione antimafia. La sua elezione ha scatenato il Pdl che chiedeva un nome più condivisibile e che ha minacciato tutto il giorno di mettere fine alle larghe intese. Ora, se dovessimo prendere per buone tutte le volte che da una parte o dall’altra si è gridato alla fine dell’alleanza, oggi saremmo già andati a nuove elezioni da mesi. La verità, invece, è che gridare “al lupo al lupo” serve ad accontentare quel che resta degli elettori di ciascuno, ma soprattutto a rivendicare poltrone e potere, l’unico collante che tiene in piedi una legislatura nata male e destinata a finire peggio. Basta vedere cosa abbiamo portato a casa fin oggi: zeru tituli sulle riforme, zeru tituli sulle tasse (e l’Iva aumentata), zeru tituli sull’economia, sul lavoro, sulle pensioni. Solo i privilegi non passano di moda, e vedere l’ex dipendente della Banca d’Italia e oggi ministro dell’Economia Saccomanni che blocca gli aumenti di stipendio in tutto il pubblico impiego, tranne che per i non disagiati impiegati guarda caso della Banca d’Italia, la dice lunga su cosa ci aspetta, stangate comprese.

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di Gaetano Pedullà

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