Le notizie al settimo… Sky. Investimenti in innovazione e qualità. Il Tg del canale all news ha vinto la sfida

Sky De Bellis
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Questa settimana parliamo di Sky Tg24. Il Tg nacque nel 2003 e si trattò, dopo Rainews24 nel 1999, del secondo tentativo riuscito di introdurre la logica di all news nel mondo dell’informazione televisiva italiana. La direzione fu affidata a Emilio Carelli, proveniente dalla scuola di Mediaset, un giornalista di lunghissimo corso con grande esperienza e capacità di lettura della politica ma che non aveva mai perso, grazie alla tradizione del TG5 di dare molto spazio alla cronaca, il rapporto con i cambiamenti nella società.

La scelta di Carelli si rivelò immediatamente azzeccata e Sky Tg24 fu una vera e propria rivoluzione nel linguaggio dei telegiornali: introdusse la rassegna stampa in touchscreen, gli studi presentavano innovativi videowall a mo’ di virtuali finestre sul mondo. Insomma un modo nuovo e pressoché avveniristico, per quegli anni, di informare 24 ore su 24 gli italiani. La direzione, a partire dal luglio 2011, passò poi nelle mani di Sarah Varetto, che si era fatta le ossa come editorialista economica prima in Rai e poi proprio a Sky Tg24.

La giornalista torinese diede un’impronta molto interessante, attenta all’economia ma soprattutto facendo un ulteriore passo avanti rispetto alla già energica guida Carelli: ci fu il lancio sul digitale terrestre e il canale si affermò come prima all news per ascolti in Italia. Inoltre, con lei al timone, si ebbero ulteriori innovazioni a livello stilistico, con inserimenti di nuove tecnologie che permettevano cambi scenografici in pochi secondi, avvicinandosi allo stile dei grandi network informativi anglosassoni.

Nel frattempo, sempre sotto la direzione Varetto, è stato effettuato il passaggio della redazione da Roma a Milano, inaugurando per l’occasione un nuovo studio flessibile e immersivo dotato di 100 metri quadrati di schermi in grado di riprodurre scenografie dinamiche da accompagnare alle notizie. Un’eredità di tutto rispetto che la Varetto, a fine 2018, ha lasciato nelle mani di Giuseppe De Bellis (nella foto), in carica dal 1° gennaio 2019. L’ex condirettore de Il Giornale, nonché condirettore vicario di Sky Sport, col passare del tempo ha rinnovato la veste grafica del canale puntando poi, dal punto di vista dei contenuti, maggiormente sugli approfondimenti e sulla vocazione internazionale.

Ma è chiaro che il vero banco di prova per De Bellis e il suo team sia stato l’avvento della pandemia da Covid-19. E anche qui, come in altre occasioni, Sky Tg24 ha dimostrato di essere un passo avanti agli altri, realizzando durante il primo lockdown dell’anno scorso i Tg direttamente dalle case dei conduttori, che da soli hanno montato le attrezzature allestendole per i collegamenti a distanza.

Ma parlando di qualità, veniamo alla quantità, ovvero agli ascolti. Secondo OmnicomMediaGroup, nel periodo settembre 2020-febbraio 2021 l’ascolto medio giorno è stato di 61.000 utenti (share medio giorno 0,4%), con un forte aumento rispetto all’omologo dello scorso anno del 57,7% nell’audience (+0,1% di share). Si distinguono i tg delle ore 13, con 94.452 spettatori (0,6% di share), e quello delle 20, con quasi 130.000 telespettatori (0,5%), anch’essi decisamente in aumento: +42,8% di audience per l’edizione meridiana (+0,2% di share) e +73,6% per quello della sera (+0,2% di share).

Tra le rubriche molto bene L’ospite, novità dal 3 ottobre 2020, condotta il sabato pomeriggio da Massimo Leoni, che supera i 42.000 spettatori medi, e la quotidiana Sky Tg24 Economia, vicina ai 46.000. Per quanto riguarda il profilo sociologico, lieve prevalenza dei maschi (0,4% di share) sulle femmine (0,3%) mentre per il target tra i 19 e i 54 anni è costante uno share dello 0,5%, superiore alla media del canale. Spicca il dato del pubblico laureato, che con uno share dell’1% è nettamente più alto rispetto allo standard (0,4%). Infine, a livello territoriale, guidano la Valle D’Aosta (0,7% di share), il Lazio (0,7%), il Friuli Venezia Giulia (0,6%) e la Sardegna (0,6%), con una lieve preponderanza per il Nord rispetto al Sud nel resto della Penisola.

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