Ok al lasciapassare se le aziende pagano i tamponi. Aut aut di Cgil, Cisl e Uil a Confindustria. Ma Bonomi chiede che a pagare i test sia lo Stato

decreto Semplificazioni Landini
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Se si vuole utilizzare il green pass in azienda il costo sia a carico delle aziende: non si è mai visto che quando si parla di sicurezza sul lavoro il costo sia a carico dei lavoratori.

Cgil, Cisl e Uil mettono in chiaro al presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che preme per l’obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro. le loro condizioni. Solo pochi giorni fa il numero uno degli industriali aveva puntato il dito contro i sindacati accusandoli di “fuga dalle responsabilità”. “Chiederemo a Bonomi che se vuole utilizzare il green pass all’interno delle aziende deve farsi carico dei costi dei tamponi e di non licenziare nessuno anche chi non fa il tampone”, anticipa il numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

Pronta la replica di Bonomi: “Credo che il governo potrebbe pensare di fare un’operazione di utilità sociale e quindi di potersi far carico del costo dei tamponi”. Oltre alla posizione sul green pass i sindacati si sono già detti favorevoli all’obbligo di vaccinazione per legge: un sostegno messo nero su bianco ed espresso anche direttamente al premier, Mario Draghi.

E proprio sulla vaccinazione potrebbe andare avanti l’idea di chiedere al governo l’obbligo vaccinale, con un avviso comune sostenuto in particolare da Confapi. Ieri Maurizio Landini (Cgil) ha visto anche il premier. Si è discusso – hanno spiegato da Palazzo Chigi – “delle prospettive dell’economia in vista dei prossimi mesi e delle principali questioni legate al tema del lavoro”. Probabile che nei prossimi giorni Draghi veda anche gli altri segretari.

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