Oligarchi russi suicidi: chi erano e come sono morti

Oligarchi russi suicidi
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Oligarchi russi suicidi: inizialmente, sono stati due i miliardari a essere stati rinvenuti senza vita nelle loro abitazioni insieme a moglie e figlie. I due casi, classificati dalle autorità come episodi di omicidio-suicidio, si sono verificati nella seconda metà di aprile a distanza di appena 48 ore l’uno dall’altro. A ogni modo, pare che gli oligarchi russi scomparsi o morti dall’inizio del 2022 siano molti di più. Sono, infatti, almeno altri quattro i membri dell’oligarchia russa dei quali si è persa ogni traccia in seguito all’esplosione del conflitto russo-ucraino dello scorso 24 febbraio.

Oligarchi russi suicidi: Vladislav Avayev e Sergey Protosenya

Per quanto riguarda i due suicidi misteriosi inizialmente noti che hanno come protagonisti due oligarchi russi, si tratta nello specifico di Vladislav Avayev e di Sergey Protosenya.

Il primo a essere stato trovato morto è stato Vladislav Avayev, 51 anni, ex consigliere del Cremlino ed ex vicepresidente della Gazprombank. L’uomo è stato rinvenuto nel suo appartamento al 14esimo piano di un lussuoso condominio di Mosca il 19 aprile 2022, con la pistola in mano, accanto ai corpi senza vita della moglie e della figlia di 13 anni.

Il 55enne Sergey Protosenya, invece, è stato trovato senza vita impiccato a un albero della villa di famiglia in Spagna. I corpi di moglie e figlia erano all’interno dell’abitazione.

Per quanto riguarda Avayev, è stato trovato senza vita, ucciso da alcuni colpi di arma da fuoco, insieme alla moglie, 47 anni, e alla figlia di 13 anni, nell’appartamento al 14esimo piano di un grattacielo di Mosca. Secondo quanto riportato alcuni media britannici, che citano la Tass, è stata la figlia maggiore Anastasia, 26 anni, a trovare i corpi di Avayev, della madre Yelena e della sorellina Maria.

Quando la figlia maggiore si è recata presso l’appartamento, la porta era chiusa dall’interno, circostanza che sta spingendo la polizia a ipotizzare un caso di omicidio-suicidio.

Protosenya, vicepresidente del colosso del gas Novatek, è stato trovato morto insieme alla moglie Natalya e alla figlia Maria, appena diciottenne. Erano nella villa di famiglia a Lloret de Mar, in Spagna. L’allarme è stato dato dal figlio maggiore che non riusciva a mettersi in contatto con i genitori. Natalya Maria sono state uccise a coltellate, mentre Protosenya è stato trovato impiccato, accanto a un coltello insanguinato e ad un’ascia. Ma sul suo corpo non ci sono tracce di sangue. Secondo le prime indagini, l’ipotesi di omicidio-suicidio è al momento la più accreditata.

Chi erano e come sono morti gli oligarchi russi suicidi

Avayev e Protosenya, tuttavia, non sono gli unici oligarchi russi a essere stati trovati morti in varie parti del mondo o a essersi volatilizzati nel nulla. Sono stati segnalati, infatti, almeno altri quattro casi di sparizione: si tratta di personaggi che ricoprivano incarichi di rilievo nella Federazione Russa e che era o erano stati funzionari della Gazprom, imprenditori di attrezzature mediche o, come ne caso di Protosenya, vicepresidente della società di gas naturale Novatek.

Nello specifico, oltre a Avayev e Protosenya, gli altri oligarchi russi da ricollegare ai misteriosi casi di suicidio sono Vasily Melnikov, Mikhail Watford, Alexander Tyulyakov e Leonid Shulman.

Vasily Melnikov

Vasily Melnikov e la sua famiglia sono stati trovati morti a inizio marzo 2022 nel loro appartamento di lusso situato a Nizhny Novgorod. Il miliardario ha riportato ferite da taglio secondo il giornale russo Kommersant ed è deceduto con la moglie e i due figli piccoli. I coltelli usati per compiere gli omicidi erano presenti sulla scena del crimine. L’uomo lavorava per la società di attrezzature mediche Medstom che era prossima al collasso a causa delle sanzioni imposte alla Russia dall’Occidente.

Mikhail Watford

Mikhail Watford è morto nel garage della sua casa nel Surrey, nel Regno Unito, il 28 febbraio 2022. Le autorità britanniche hanno ipotizzato che il magnate del petrolio e del gas divenuto miliardario dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica si sia suicidato, come riportato dalla BBC.

Alexander Tyulyakov

Alexander Tyulyakov, come Watford, è deceduto a febbraio, nella giornata del 25. Era il vicedirettore generale del dipartimento di tesoreria di Gazprom e, proprio come Watford, è stato trovato impiccato nel garage di un cottage situato a Lenisky, in Russia. Aveva 61 anni e lavorava da circa un decennio per Gazprom. Inoltre, aveva supervisionato la sicurezza aziendale e si era occupato delle risorse umane.

Leonid Shulman

Leonid Shulman, dirigente indagato per frode, è morto il 30 gennaio 2022, circa un mese prima che il Cremlino ordinasse l’invasione dell’Ucraina. Alto dirigente di Gazprom, ha perso la vita nel quartiere Lenisky, abitualmente usato come rifugio dai dirigenti russi. Il corpo del 60enne è stato trovato nel bagno del cottage in cui viveva insieme a una presunta nota di suicidio in cui si lamentava del dolore alla gamba, scaturito da un incidente avvenuto durante le vacanze di Capodanno. Fortune ha rivelato che Shulman era indagato per frode alla Gazprom.

Oligarchi russi suicidi: casi analoghi segnalati negli anni

Gli esponenti dell’élite russa, quindi, erano dislocati in contesto internazionale passando da Mosca, al Regno Unito o alla Spagna.

A proposito delle inspiegabili morti registrate nelle settimane successive allo scoppio della guerra in Ucraina, in passato si era già verificata una situazione analoga. Nel 2017, infatti, USA Today aveva pubblicato un report che evidenziava la morte o la scomparsa di 38 russi di alto profilo in un arco temporale di circa tre anni. Non è inusuale, quindi, che gli oppositori o gli scettici che scelgono di contestare il presidente Vladimir Putin vengano imprigionati, assassinati oppure fatti sparire.