Operazione webbastardo. Cinque milioni di visualizzazioni per i video bufala (populisti) della Banda della Masciona. E la finzione viene scambiata per la realtà su internet

Sul web circolano ormai tanti contenuti che non si riesce più a distinguere il vero dal falso. E questo è un grande problema della rete. In questo filone si è inserito l’esperimento chiamato “Operazione webbastardo”. La Banda della Masciona, la parodia molisana della Banda della Magliana, ha lanciato sul web tre video bufala con i rispettivi protagonisti: il qualunquista, il demagogo e il populista 2.0. Nei video va in scena la condanna del sistema politico. Si racconta la storia di un uomo ridotto a fare il clochard dalla Fornero e da Renzi; c’è poi la contestazione a Roberto Benigni per “essersi venduto al potere” e l’indignato che grida contro un assessore reo di essersi parcheggiato con la sua auto blu sul posto riservato ai disabili. Tre video di storie inventate. Che sul web hanno fatto il boom di click, commenti furibondi e condivisioni per un totale di cinque milioni di visualizzazioni in poco tempo. Talmente tanti e inaspettati che hanno costretto gli ideatori della Banda della Masciona, a intervenire per spiegare il tutto. “Scusate, era tutta una farsa, internet può diventare un luogo di confusione pericolosa. Noi volevamo fare satira”. Ma l’esperimento può dirsi pienamente riuscito e dimostra quanti siano i rischi della rete. Malgrado l’intento iniziale fosse un altro.

Ecco il video finale con la spiegazione