Paese mio ti lascio e vado via. Nel 2015 partiti per l’estero 107mila italiani: più 6% rispetto all’anno scorso. E la maggior parte sono giovani

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I dati sono stati snocciolati dalla Fondazione Migrantes nel dossier presentato oggi alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In base a quanto risulta dalle iscrizioni all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), sono 107.529 gli italiani espatriati nel 2015. Rispetto all’anno precedente a iscriversi all’Anagrafe sono state 6.232 persone in più: un incremento del 6,2%.

Ma non è finita qui. Il dato interessante, infatti, è che a lasciare il Paese sono soprattutto i giovani: i connazionali tra i 18 e i 34 anni che negli ultimi 12 mesi hanno fatto le valigie sono stati 39.410, il 36,7% del totale. I giovani hanno una mobilità “in itinere” che – osserva il rapporto – “può modificarsi continuamente perché non si basa su un progetto migratorio già determinato ma su continue e sempre nuove opportunità incontrate”. Seguono i 35-49enni, che rappresentano il 25,8% del totale. I minori sono il 20,7%, di cui 13.807 mila hanno meno di 10 anni, mentre il 6,2% ha più di 65 anni (di questi 637 hanno più di 85 anni e 1.999 sono tra i 75 e gli 84 anni).

Dallo studio emerge che la meta preferita è stata la Germania, dove sono approdati 16.568 italiani. Subito dopo, con un minimo scarto, il Regno Unito, che ha accolto 16.503 italiani nel 2015. Più distaccate, la Svizzera (11.441) e la Francia (10.728). Relativamente basso, nel complesso, il numero di chi abbandona il Vecchio Continente: il 69,2% di coloro che hanno fatto le valige (quasi 75 mila persone) si è trasferito in un Paese europeo. In calo le partenze per l’America meridionale (-14,9% in un anno), mentre rimangono stabili quelle per l’America centro-settentrionale; 352 connazionali hanno scelto le altre aree continentali.

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di Gaetano Pedullà

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