Paragone vuole fare l’ammazza Virus

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di Marco Castoro

La libertà, cantava Gaber, non è star sopra un albero. Ma non è neanche restare alla Rai, aggiunge Gianluigi Paragone, che stasera comincia la sua avventura a La7 con la Gabbia, il talk che rimpiazza L’ultima parola di Raidue. Un’ultima parola, o meglio parolina, che Paragone non risparmia mai quando c’è da parlare della tv di stato e del suo direttore generale. «La politica in Rai comanda. Gubitosi non può dire che non sia stato influenzato, perché le regole della casa sono quelle».
«È vero, sono entrato in Rai con la politica – aggiunge il conduttore con chitarra e orecchino – ma se ora la politica pensa di essere titolare del mio cartellino, si sbaglia. Ho lasciato un contratto a tempo indeterminato per uno triennale. Voglio vedere in quanti l’avrebbero fatto. Ma ora mi sento più libero». Chi invece finirà in gabbia saranno i politici. «Staranno in piedi, per una volta senza la sedia – promette Paragone – perché devono provare almeno un po’ di sofferenza».
Intanto stasera l’ex Raidue deve vedersela contro il Virus di Nicola Porro e il Chi l’ha visto di Federica Sciarelli (giunto all’edizione numero 26). Aspettando la discesa in campo del duo Cruciani-Parenzo su Retequattro. Occhio però, perché in tv non si vive di soli talk. Lunedì sera è bastato un Kung Fu Panda 2 per mettere ko sia Corrado Formigli sia Paolo Del Debbio. Ma anche Riccardo Iacona con Presa diretta ha preso un paio di sberle dalla prima tv di Italia 1. Dal gioco dei numeri escludiamo Montalbano e Squadra Antimafia che volano molto più alti. Quindi, tirando le somme, non è da escludere che quest’anno anche i talk possano avere qualche brusca frenata. Forse perché si parla sempre degli stessi argomenti!

Travaglio rapper, ma non è Marco
Chissà se in casa Travaglio padre e figlio si siano mai esibiti in un bel duetto. Con papà Marco che si cimenta in uno dei suoi memorabili editoriali a suon di rap a fianco del figlio Alessandro che ha pubblicato il singolo Com’è bello fare il rapper, con tanto di video clip.

Verro e Minzolini attovagliati
Che cosa ci facevano ieri il consigliere del cda Rai, Antonio Verro, all’interno del ristorante romano Dante seduto al tavolo con l’ex direttore del Tg1, Augusto Minzolini, oggi membro della commissione Vigilanza. Ah, saperlo! Direbbe Dagospia. Grandi manovre sotterranee oppure un pranzo tra due vecchi amici?

Sallusti-Gomez meglio dei politici. Sel vuole Freccero alle Europee

Una volta c’erano i politici. Oggi ci sono gli opinionisti che prendono il loro posto e si sbranano in tv su processi e sentenze, in un clima esasperato di muro contro muro. Perfino il cerimoniere Bruno Vespa, impeccabile cronista, è rimasto sorpreso da come Alessandro Sallusti e Peter Gomez sciorinassero certezze a Porta a Porta, una dopo l’altra, come fossero i depositari dei segreti della vicenda Mediaset. “Ma come fate a essere così sicuri…”, ha più volte chiesto Vespa ai due direttori ospiti. Di questo passo, nei talk la presenza dei politici sembra quasi superflua. Del resto la politica continua a strizzare l’occhiolino ai direttori. Non ci sono solo i casi di Emilio Fede e Augusto Minzolini a finire sui giornali ma anche Carlo Freccero d’ora in poi si conquisterà spazio tra le colonne dei giornali e tra i post dei siti. Secondo qualche addetto ai lavori l’ex direttore di Rai4 potrebbe risultare tra i papabili per fare il capolista di Sel alle prossime elezioni europee. Il diretto interessato smentisce ma chissà… La sua personalità è dirompente. Un perfetto uomo di rottura contro il sistema. Di sicuro non finirà mai a La7. Con Urbano Cairo farebbe a pugni dopo 5 minuti.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Le nomine per tutte le stagioni

Evitando le buche più dure – vedi le parole gravissime del sottosegretario Durigon – Draghi si tiene buono il Parlamento fotocopiando senza il fuoco di sbarramento visto con Conte la stessa prudenza sulla pandemia del suo predecessore. Merito di una situazione sanitaria che migliora, ma

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