Parigi sotto attacco simultaneo dei terroristi. Il bilancio finale è di 128 morti e oltre 200 feriti. Non è stato un attentato ma un atto di Guerra

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Non ha più senso parlare di attentati. Ieri a Parigi è suonata la dichiarazione di guerra del terrorismo islamista all’Europa. Sette attacchi simultanei con bombe, centinaia di colpi di mitragliatrice e tantissime vittime – 128 morti e oltre 200 feriti, di cui 99 gravissimi – hanno fatto sprofondare la capitale francese e tutta l’Europa nel peggiore degli incubi. La crociata al contrario è partita contro di noi. E i cittadini inermi stanno pagando per l’incapacità del mondo di fermare un conflitto che non è affare siriano, libico o egiziano: è un dramma per il pianeta intero.

CAOS TOTALE
Tutto è cominciato nella tarda serata quando decine di colpi di kalashnikov si sono sentiti in un ristorante del X arrondissement. Spari al Bataclan, un famoso locale per concerti non lontano dalla sede di Charlie Hebdo. Molte le vittime e persino un centinaio di persone prese in ostaggio. Altre tre esplosioni si sono udite attorno allo Stade de France, alla periferia di Parigi, dove era in corso l’amichevole Francia-Germania. Qui a quanto pare si sarebbe fatto esplodere un kamikaze. Un’ennesima sparatoria è avvenuta contemporaneamente a Les Halles. Fino a tarda sera era difficile fare un conto esatto dei morti e dei feriti. Il presidente François Hollande ha annunciato in un discorso in tv lo stato d’emergenza e la chiusura delle frontiere, oltre a poteri speciali per la polizia. Sulla matrice islamista non ci sono stati subito dubbi. Testimoni che si trovavano al Bataclan hanno raccontato in lacrime che i terroristi gridavano “Allah u Akbar”, “Allah è grande”. E militanti dello Stato islamico hanno immediatamente celebrato su Twitter con l’hashtag in arabo “Parigi in fiamme”. Il luogo più colpito è stato un ristorante nei pressi dello stadio, devastato dalle deflagrazioni di ordigni a quanto pare fabbricati con polvere da sparo mista a chiodi. Almeno 8 i fanatici uccisi dalle forze dell’ordine. Polizia che è già nella bufera. Gli attentatori hanno potuto sparare per decine di minuti senza che nessuno intervenisse. Un fatto inaccettabile.

IN GINOCCHIO
Hollande, che assisteva alla partita, è stato fatto allontanare dallo stadio ed è andato al ministero dell’Interno. Le inferriate attorno allo stadio sono state bloccate e migliaia di persone sono rimaste prigioniere all’interno. L’immagine di un’Europa prigioniera della Jihad. La polizia ha evacuato le strade attorno ai luoghi degli attentati e la prefettura ha invitato i cittadini a rimanere in casa. “Dobbiamo dare prova di sangue freddo. La Francia di fronte al terrore deve essere forte e grande”, ha detto Hollande. Al momento però è solo fragile. E drammaticamente ferita.

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di Gaetano Pedullà

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