Parvulan al posto del vaccino anti-Covid. L’Aifa segnala che l’antivirale non è né efficace né sicuro. Oltre a essere vietato in Italia

Aifa
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L’Agenzia Italiana del Farmaco ha effettuato approfondimenti su alcune richieste sospette di importazione riguardanti il medicinale Parvulan, contenente Corynebacterium parvum e privo di autorizzazione all’immissione in commercio in Italia, ma legalmente registrato e commercializzato in Brasile. Si tratta di un coadiuvante nel trattamento di infezioni dermatologiche di origine virale ma, secondo quanto riferisce l’Aifa in uno specifico avviso, risulterebbe essere proposto fuori indicazioni come terapia per la prevenzione del Covid-19, in alternativa ai vaccini autorizzati.

“La documentazione disponibile – riferisce l’Aifa – è stata sottoposta alla valutazione della Commissione Tecnico Scientifica di AIFA (CTS) che, a seguito di esame dell’istruttoria effettuato nella seduta dello scorso 12 luglio, ha espresso il proprio parere, qui di seguito riportato: La CTS, esaminata l’istruttoria degli Uffici, ritiene che l’utilizzo del medicinale Parvulan nella profilassi dell’infezione da Sars-COV-2 non sia sostenuto dalle benché minime evidenze di efficacia e sicurezza. Si sottolinea, inoltre, che anche il razionale di tale utilizzo risulta largamente insufficiente, tanto è vero che la Commissione non aveva ritenuto possibile autorizzarne l’uso nemmeno nell’ambito di una sperimentazione clinica”.

“Il possibile uso del farmaco in sostituzione dei vaccini autorizzati (per i quali sono invece disponibili solidi dati di efficacia e sicurezza) – scrive ancora l’Aifa riferendosi al Parvulan – rappresenta pertanto un potenziale pericolo per la salute delle persone a motivo, oltre che del profilo di sicurezza quantomeno incerto, anche dell’ingiustificato senso di protezione che il trattamento potrebbe generare a dispetto della mancanza di un’efficacia documentata”.

Alla luce di quanto espresso da Cts dell’Aifa “si ritiene fondamentale richiamare l’attenzione dei cittadini tutti sui rischi legati all’assunzione di medicinali non autorizzati per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2 (COVID-19). L’Agenzia ritiene pertanto doveroso invitare i cittadini tutti a diffidare di ogni soluzione alternativa ai vaccini ufficiali, ovvero di ogni vaccino o medicinale che non sia stato sottoposto alle necessarie verifiche da parte delle autorità preposte, e che come tale può rappresentare un rischio per la salute in quanto privo di ogni garanzia rispetto alla reale efficacia nella prevenzione del COVID-19”.