PayTv, una giungla per l’abbonato. Con l’arrivo di Netflix si moltiplicano le offerte. Ma sulle famiglie i costi incidono come una mazzata

di Marco Castoro

Evviva la concorrenza. Evviva il libero mercato. Ma fino a un certo punto, verrebbe da dire. Perché alle tasche delle famiglie non ci pensa mai nessuno. Champions League, Moto Gp, Formula 1, Serie A, serie tv, prime cinematografiche, la musica, la ricarica per lo smartphone: le spese mensili fioccano che è un piacere. È arrivata in Italia Netflix, la piattaforma streaming di film e serie e tv on demand presente già in 50 paesi al mondo con più di 65 milioni di abbonati. Che ha due grandissimi vantaggi: costa meno di tutti (i pacchetti partono da un minimo di 7,99 al mese) e la disdetta più essere data in qualsiasi momento senza pagare nessuna penale. Come zavorra ha invece la banda italiana lenta come una moviola. L’obiettivo dichiarato del colosso è far abbonare una famiglia su tre. Ma se una figlio si può accontentare così, ce n’è un altro che ama la musica e i video e quindi ti tocca fare l’abbonamento anche a Tim Vision o a Spotify. Almeno finché non arriverà in Italia Youtube Red di Google che negli Usa per 10 dollari al mese ti dà video, film, show tv, musica in streaming.

IL CALCIO
Uno dei piatti più pregiati delle pay tv è il calcio. Mediaset Premium e Sky sono impegnate in una lotta gomito a gomito che sta creando problemi soprattutto agli utenti. Per anni Sky ha monopolizzato il mercato aggiudicandosi tutte le esclusive. Poi una volta che l’emittente satellitare ha portato via la MotoGp a Italia 1, Mediaset si è riorganizzata per rendere pane per focaccia. Ed è riuscita nell’impresa di aggiudicarsi per tre anni l’esclusiva della Champions League. Finora ha portato 112 mila abbonati in più ma Sky ne ha persi solo 37 mila. E considerando l’investimento assai costoso viene voglia di riflettere un po’. Premium ha commesso un grosso errore: non vendere l’evento singolo perché la strategia da seguire era quella dell’abbonamento annuale alla Champions. Ma così facendo si è finito per perdere molte entrate e soprattutto si è danneggiato i possessori delle tessere ricaricabili rimasti col cerino corto in mano. Pensate che beffa può capitare al tifoso della Roma. Squadra in Champions, quindi abbonamento a Premium. Ma se i giallorossi retrocedono in Europa League al tifoso tocca fare l’abbonamento a Sky. Con il doppio della spesa prevista.

NUOVI ABBONATI
Le offerte si susseguono e le più vantaggiose sono sempre per i nuovi abbonati. I vecchi è come se fossero finiti in soffitta. Addirittura sarebbe auspicabile uscire per poi rientrare, ma anche lì c’è la fregatura. Esiste il rischio di pagare la penale prima e poi l’attivazione. Conviene contattare il ribasso minacciando la disdetta. È l’unico modo per avere uno sconto. Le aziende ci pensano due volte prima di far scappare l’abbonato in braccio al competitor. Perché c’è il tasso di abbandono (Churn) che incide non poco nel biglietto da visita per gli inserzionisti.