Per Berlusconi i guai non finiscono mai. Il Cav rischia un altro processo per frode fiscale e appropriazione indebita

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Non c’è niente da fare, i guai giudiziari di Silvio Berlusconi non finiscono mai. L’ex premier e leader di Forza Italia, che nei giorni scorsi si è detto pronto a discutere la legge elettorale (e proprio oggi la Consulta ha deciso sull’Italicum) rischia un altro processo a Milano. Le accuse contestate all’ex Cavaliere sono frode fiscale e appropriazione indebita e gli arrivano da uno stralcio dell’inchiesta della Procura nella quale Fulvio Pravadelli, ex amministratore delegato ed ex vicepresidente di Publitalia, la concessionaria di pubblicità del gruppo Mediaset, ha già chiesto di patteggiare un anno. Patteggiamento su cui il giudice Natalia Imarisio deciderà domani. Pravadelli ha già risarcito con 18 milioni di euro il Fisco.

La Procura, secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera, contesta a Berlusconi di aver “assicurato” la “corresponsione da parte di Publitalia” di “un vitalizio” per un totale di oltre 12 milioni di euro a due suoi amici, Alberto Bianchi, amministratore di una società di intermediazione pubblicitaria, e Romano Luzi, titolare di un’altra società, con un presunto giro di false fatture. Domani altri due indagati, intanto, proveranno a patteggiare: Luca Vitiello (un anno e mezzo), amministratore di una delle società che avrebbe emesso le false fatture e Bianchi. Quest’ultimo dovrà comparire davanti al giudice Luigi Gargiulo: per questo patteggiamento la Procura non ha dato il suo assenso.

Secondo l’ipotesi della Procura, Publitalia, tra il 2008 e il 2013 e con l’ok di Pravadelli, avrebbe pagato, con un meccanismo di false fatture emesse dalla società di Bianchi, provvigioni per operazioni inesistenti al presunto mediatore, che svolgeva l’attività di promotore per spazi pubblicitari.