Perseverare sarebbe diabolico, Alex Schwazer ancora positivo all’anti-doping. Lui annuncia querele

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Rallenta in maniera inesorabile la marcia di Alex Schwazer verso le Olimpiadi di Rio. L’atleta altoatesino è risultato di nuovo positivo a un test anti-doping. Ma il controllo si tinge di giallo, visto che in un primo momento il test che lo ha incastrato, fatto nel giorno di Capodanno, era risultato negativo. Nel secondo controllo, però, sono emersi livelli di testosterone oltre la soglia consentita. E pensare che il marciatore italiano era appena rientrato da una lunghissima squalifica per doping lunga tre anni e otto mesi.

LA LINEA DIFENSIVA – Non vuole arrendersi Schwazer. E prova ha provato a contrattaccare in una conferenza stampa a Bolzano, questo pomeriggio: “Questa volta non ho fatto nessun errore e quindi non ho colpe. Questa volta andrò fino in fondo. Questa è la peggior cosa che possa succedere”. L’avvocato dell’atleta sin dal primo momento ha sottolineato la sua perplessità: “Non capisco perché il test effettuato il 1° gennaio abbia dato esito negativo e la stessa provetta ritestata il 12 maggio abbia dato esito positivo”. Il marciatore azzurro per tornare alle gare e emettere da parte le ombre si era affidato a Sandro Donati, allenatore noto per il suo impegno contro il doping. L’otto maggio scorso, poi, era arrivata la qualificazione ai Giochi olimpici brasiliani con la vittoria in Coppa del Mondo a Roma. Anche Donati ha attaccato duramente: “Ora Alex paga per le mie lotte”. Insomma Schwazer e il suo allenatore temono un complotto, senza troppi giri di parole. Chi sarebbe il mandante? Troppo presto per dirlo. Nel frattempo i due presenteranno una denuncia contro ignoti. Il marciatore lavora con Donati dal 30 marzo 2015, quando spiegò di voler dimostrare che nello sport è possibile vincere anche senza doping. Ora serve chiarezza. Per Schwazer questo è l’ultimo treno. Intanto stamattina gli ispettori della Iaaf sono piombati al Quirinale per effettuare un controllo a sorpresa su Elisa Rigaudo, atleta italiana medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino nella 20 chilometri di marcia. La Rigaudo era da Sergio Mattarella che ha ricevuto la delegazione olimpica italiana. La marciatrice, come da protocollo, aveva indicato il luogo dove si sarebbe trovata stamattina. Ma il medico tedesco spedito dalla Iaaf è stato respinto all’ingresso. Poco male, perché il controllo è stato effettuato subito dopo. Ma la gaffe è di quelle clamorose. A quanto pare il medico non sapeva nemmeno stesse andando nella residenza del Presidente della Repubblica.

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di Gaetano Pedullà

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