Il governo Meloni ha presentato un piano casa che prevede, stando agli annunci, 10 miliardi di investimenti. Massimiliano Valeriani, consigliere regionale del Lazio e responsabile nazionale del Forum Casa del Pd, ma queste risorse ci sono davvero e sono sufficienti?
“Il piano casa del governo Meloni è una beffa che finirà per aggravare il problema dell’abitare, lasciando da solo chi vive questo dramma. Si tratta di un provvedimento vuoto, che introduce la figura di un commissario a cui si affida l’onere di recuperare il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato, con poteri speciali, ma senza risorse certe. Parlano di investimenti europei del fondo FSC, perlopiù su un piano non ancora presentato, mentre i finanziamenti statali sono ridotti a 970 milioni di euro spalmati addirittura fino al 2030. Il ministro delle Infrastrutture ha annunciato il recupero di 60mila appartamenti pubblici vuoti entro il prossimo anno, ma nel 2026 gli unici fondi disponibili sono 116 milioni di euro. Ora ipotizzando un intervento medio di recupero pari a 20mila euro ad alloggio si potrebbero risanare poco più di 5.000 appartamenti inagibili in tutta Italia, mentre ci vorrebbero due decenni per recuperare le oltre 100mila abitazioni pubbliche inutilizzate”.
Uno dei timori è che il piano si basi troppo sul ruolo dei privati…
“Hanno annunciato una grande operazione con gli operatori privati per un nuovo patrimonio di Edilizia residenziale pubblica da dare a riscatto e un piano straordinario di alienazione del patrimonio alloggiativo, che produrrà l’effetto di ridimensionare ulteriormente il numero di case pubbliche del nostro Paese, che è solo del 3%, mentre in Europa è del 7%, relegando così il soggetto pubblico a un ruolo sempre più marginale. Inoltre, le risorse ricavate dalla vendita del patrimonio immobiliare pubblico non verranno reinvestite per realizzare nuove abitazioni, ma per ridurre il debito pubblico”.
Il piano si affianca a una stretta sugli sfratti: il governo rischia di colpire ancora una volta gli ultimi?
“Oggi sono tornati a finanziare il fondo sulla morosità incolpevole, con 22 milioni nel 2026 e 20 milioni nel 2027, ma era stata proprio la premier Meloni ad azzerare questo fondo appena insediata a Palazzo Chigi nel 2022, quando c’erano a disposizione 250 milioni. Stesso discorso per il fondo destinato al sostegno all’affitto, che sempre nel 2022 è stato azzerato quando era di 330 milioni. Di conseguenza non c’è nulla per affrontare il fenomeno dell’indigenza abitativa, che è cresciuto enormemente in questi anni di crisi economica e di blocco degli stipendi”.
Cosa manca davvero al piano casa? Quali temi non sono stati affrontati dal governo?
“Ci vuole una forte volontà politica di impegnare risorse e una strategia nazionale volta al contrasto dell’emergenza casa. Per questo deve crescere il peso del soggetto pubblico, sia in termini di proprietà di alloggi sia in termini di regolazione del mercato, per rispondere a un bisogno primario, che se non viene sostenuto produce esclusione e marginalità sociale”.