Pit stop per Santoro e Bignardi. Due talk in meno per La7 nella prossima stagione. Floris e Formigli ok. Paragone riparte dal mercoledì

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L’overdose da talk di questa lunga e interminabile stagione televisiva a più di qualcuno ha fatto venire voglia di un anno sabbatico. Daria Bignardi e Michele Santoro ne sono la testimonianza. Per entrambi la stagione è stata caratterizzata da una flessione netta e costante che ne ha messo in dubbio il prestigio. Morale della favola: meglio fermarsi un po’ che intaccare una carriera consolidata. Il teletribuno sta trattando su due fronti. Per un ritorno in Rai (non come conduttore ma come produttore di docufiction) e con La7 per la stagione di AnnoUno con Giulia Innocenzi. Daria invece pensa a i suoi romanzi. Può permettersi il lusso di dedicarsi completamente alle fatiche letterarie. Senza questi due pezzi da novanta come sarà la prossima stagione di La7? Che cosa tirerà fuori dal cilindro magico il patron Urbano Cairo? Durante l’assemblea dei soci della Cairo Communication (nella quale è stato approvato il bilancio 2014 e si è decisa la distribuzione di una cedola di 0,27 euro per azione), l’editore ha annunciato la riduzione delle trasmissioni di politica in prima serata («Oggi sono quattro e ne avremo almeno una in meno se non di più»). Attualmente, oltre a Santoro, ci sono Corrado Formigli con Piazzapulita al lunedì, Giovanni Floris con diMartedì e Gianluigi Paragone, che da stasera torna al mercoledì con La Gabbia, dopo la parentesi domenicale (non certo la serata ideale per portare a casa i risultati preventivati). Ironia della sorte, Paragone, al suo primo mercoledì della stagione, troverà sulla sua strada ancora il campionato con il turno infrasettimanale. Una persecuzione. A giugno scadono i contratti di Santoro e Bignardi. «Stiamo parlando per vedere se c’è spazio per fare altre cose insieme», ha detto Cairo, ma l’impressione è che l’anno sabbatico dei due conduttori faccia piacere pure all’editore.

LE SPINE DE LA7
La rete è tra le poche generaliste che crescono come ascolti, seppure resti il pomeriggio il tallone di Achille. Al mattino è un crescendo rossiniano di share (Omnibus, Coffee Break, l’Aria che tira). L’access prime time va a gonfie vele con Otto e mezzo di Lilli Gruber. In prima serata Crozza vola, Floris va bene, Formigli si difende. Tra un po’ toccherà anche a Myrta Merlino con la versione serale dell’Aria che tira, che andrà in onda dopo la conclusione del ciclo di AnnoUno con la Innocenzi. In seconda serata – quando è prevista – c’è il Bersaglio mobile di Mentana che rappresenta sempre una garanzia di qualità. All’appello mancano almeno un’altra trasmissione di intrattenimento in prima serata e soprattutto uno sforzo per rendere appetibili al pubblico e agli inserzionisti anche gli spazi pomeridiani. Ma con chi e quali programmi? Cairo dovrà consultare il genio della lampada perché l’impresa non è facile. Tutti i generi sono super sfruttati dai competitor. Dai game quiz ai cartoni, dai rotocalchi alle news, dai telefilm alle soap (Amare per sempre non è decollata). Un’idea potrebbe essere quella di produrre un programma musicale ad hoc, tecnologicamente all’avanguardia, simile a quello che fa Red Ronnie su Roxybar Tv. In pratica un adattamento moderno di Discoring. Un’altra idea? Trasmettere in sinergia una trasmissione radiofonica molto seguita, tipo La Zanzara o la Giungla. Inutile insistere, tanto quello che ha in mente Cairo lo sa solo lui.

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di Gaetano Pedullà

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