Pompe funebri, autodromi e golf. Le mille attività delle municipali

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di Carmine Gazzanni

Casinò, istituti per la cremazione, consorzi floristici, autodromi, società di ippica e, addirittura, ski college. Tra le maglie delle partecipate regionali, provinciali e comunali si trova di tutto. Che siano tutte estremamente utili? Il dubbio è forte se leggiamo, ad esempio, che tra le partecipate venete ritroviamo un Autodromo, un Politecnico Calzaturiero e, addirittura, un ente che si occupa del “parcheggio” di yacht (il Venice Yacht Pier). Decisamente lugubre, invece, la partecipata del comune di Alba che si occupa di cremazione. Tutt’altra musica in Toscana dove, tra le tante cantine partecipate, spunta anche “La Vecchia Pievaccia”, un golf club con campo da 18 buche più piscine, campi da tennis, hotel e centro benessere.

Stipendi da urlo
Non c’è solo tanta bizzarria tra le partecipate, ma anche spaventosi debiti. Nel Lazio, ad esempio, la Cotral, partecipata che si occupa del trasporto locale, ha fatto registrare nel 2012 un debito di quasi 26 milioni di euro. Poco più di quello che pesa sulle spalle della Investimenti spa con i suoi 21 milioni di rosso. Eppure i dirigenti non se la passano affatto male. Francesco Loriga, per dire, presidente di Lait spa, società che si occupa di cultura digitale, porta a casa uno stipendio annuo di 115 mila euro, poco più di quanto incassa Massimiliano Marcucci, numero uno di Lazio Service (per lui 108 mila euro).
Le cose non cambiano nemmeno nel resto d’Italia. E così, oltre all’ormai noto buco di 4 milioni di euro di Expo 2015 in Lombardia, basta spostarsi in altre regioni e vedere rossi ancora più drammatici, come quello da 8 milioni di Veneto Sviluppo, quello da 8,5 di Finpiemonte Partecipazioni, o quello da 7 registrato dall’intermediario finanziario sardo Sfirs, nonostante il presidente Carlo Deidda porti a casa oltre 50 mila euro di stipendio.
In questa speciale classifica, però, il record spetta alla Puglia delle cui società si è occupata anche la Corte dei Conti. Incredibili i rossi di alcune delle sue partecipate: Innovapuglia e Puglia Sviluppo hanno fatto registrare “secondo i dati di preconsuntivo dell’esercizio 2012” un debito pari rispettivamente a 103 e 85 milioni. Ancora più incredibile il rosso della Aeroporti di Puglia spa: – 124 milioni. Soltanto questi tre enti, dunque, nel 2012 hanno fatto registrare insieme un rosso da oltre 300 milioni.

Carrozzoni per amici e parenti
Veri e propri stipendi da sogno, dunque, nonostante i conti non siano poi sempre floridi. E non è tutto, dato che a presiedere questo o quell’altro ente sono spesso ex politici, trombati e amici di partito. Anche in questo caso di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe. Mario Hubler, oggi a capo dell’Acn (società del comune di Napoli, della camera di commercio e della regione Campania per la gestione della Coppa America) per uno stipendio da 125 mila euro, in passato era capo della segreteria politica alla Regione Campania con Antonio Bassolino. In Umbria, ancora, Brunello Castellani non è solo amministratore unico della Centralcom (stipendio da circa 50 mila euro) ma anche membro del direttivo Pd in regione. Una situazione decisamente speculare a quella di Tiziano Bembo, presidente della Concessione Autostradali Venete dal 2011, nominato direttamente dalla giunta leghista, suo partito di appartenenza (al tempo responsabile staff del gruppo consiliare in regione).

Regali a non finire
Spesso, ancora, è proprio la presidenza di un ente che permette e garantisce altri “benefici”. E così, se ritroviamo Guglielmo Centini a capo dell’Agenzia Regionale Recupero Risorse, il figlio – Guglielmo junior Centini – lavora oggi in regione: collaboratore servizi direzionali presso la segreteria del gruppo consiliare del Pd. Non mancano, ovviamente, anche gli ex politici. Su tutti ricordiamo il caso del sardo Giovanni Battista Zurru, oggi a capo dell’Igea per 52 mila euro, e in passato prima consigliere (dal 1975) e poi assessore regionale (dal 1978). Quando si dice un uomo instancabile.

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