Il pranzo vietato al ristorante con fuga dalla finestra dei politici in Sardegna. Colonnelli, dirigenti e forestali a tavola. Poi il fuggi-fuggi

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Il pranzo al ristorante dei politici in Sardegna nonostante i divieti si arricchisce oggi di particolari molto interessanti. Mercoledì 7 aprile infatti colonnelli, dirigenti, politici e forestali sono stati beccati a tavola nelle Nuove Terme di Sardara (Medio Campidano). O meglio: erano in 40 e per ora sono usciti soltanto 19 nomi. Ma sono i dettagli a interessare. Il primo è che in molti, quando sono arrivate le forze dell’ordine, sono scappati dalla finestra.

Il pranzo vietato al ristorante con fuga dalla finestra dei politici in Sardegna

Il Fatto Quotidiano oggi riporta i nomi dei primi 19. Si tratta del comandante del 151° reggimento fanteria Sassari, Marco Granari; il comandante del Corpo forestale regionale, Antonio
Fasula; il dg dell’Agenzia Forestale Regionale (Forestas), Giuliano Patteri; il dg dell’assessorato regionale all’industria, Alessandro Naitana; il coordinatore provinciale dell’Udc, Andrea Floris; il sardista Bastianino Spanu. E ancora: i vertici dell ’Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari, l’ex presidente dell’Agenzia regionale (Laore), Antonio Monni, una decina tra dirigenti regionali, sanitari e amministratori locali.

I commensali però erano una quarantina. Quasi metà è riuscita a scappare, chi calandosi dalla finestra del bagno, chi uscendo dalle cucine, chi infilandosi in auto e sgommando via. Uno spettacolo tragicomico, che ha spinto la Procura di Cagliari ad aprire un fascicolo, per ora senza ipotesi di reato. Casula, massimo dirigente del Corpo Forestale della Sardegna, ha detto la sua. “Io non sono uno di quelli che sono scappati, ero a Sardara e mi sono qualificato, dando l’autocertificazione alla Finanza. Ero lì per lavoro”. Una spiegazione smentita dal Comune di Sardara, proprietario delle
terme.

Aveva già ammesso di essere presente anche l’ex assessore regionale agli Enti locali ed ex presidente dell ’Anci Sardegna, Cristiano Erriu. Intervistato da la Nuova Sardegna, ha chiesto scusa, ma si è rifiutato di rivelare i nomi dei partecipanti. Il sospetto, riporta il Fatto, è che il banchetto servisse per spartirsi le poltrone.

Colonnelli, dirigenti e forestali a tavola. Poi il fuggi-fuggi

Le opposizioni – che da due giorni occupano l’aula – chiedono a Solinas di riferire sui fatti di Sardara. Ma si è rifiutato. “Il presidente non deve e non può riferire alcunché: ci sono indagini in corso”, ha spiegato ieri la vicepresidente Alessandra Zedda (FI). “Siamo ancora senza legge finanziaria, le imprese non hanno i ristori, le crisi industriali sono sempre più preoccupanti e profonde. Eppure voi ci parlate di una legge che si propone di aumentare i posti negli uffici di gabinetto, con sei milioni da prendere dalle casse pubbliche – ha tuonato il Pd Piero Comandini –. Utilizziamo questi soldi per aprire punti vaccinali nelle zone più interne della Sardegna”. “Giunta e Regione sono già dotate di consulenti e posizioni fiduciarie – gli fa eco Eugenio Lai (Leu) – il problema non è nominare altri consulenti, ma scegliere persone competenti nel sottogoverno”.

Anche la consigliera regionale del M5s in Sardegna Desirè Manca, appreso dell’indagine condotta dalle Fiamme Gialle, ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio. Desirè Manca chiede al presidente Solinas “se sia a conoscenza della ragione del pranzo, i nomi dei partecipanti, e se non ritenga utile manifestare una netta presa di distanza stigmatizzando e ove possibile sanzionando le violazioni”. La Lega, partito di maggioranza, prende le distanze: “In una situazione delicata come quella che attualmente viviamo, con l’isola che si accinge ad essere relegata in zona rossa per due settimane, riteniamo quanto mai sconveniente che a infrangere le regole sia proprio chi dovrebbe dare il buon esempio”, afferma il capogruppo Dario Giagoni.

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