Le primarie sono un incubo per Hillary, Sanders vince anche in West Virginia. Mentre Trump prosegue la marcia trionfale

di Alessia Vincenti
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Hillary Clinton ha subito un’altra sconfitta: in West Virginia il suo rivale Bernie Sanders ha conquistato oltre il 50% dei voti, staccando l’ex segretario di Stato di 15 punti percentuali. Una nuova batosta alle primarie Usa 2016 che preoccupa ulteriormente la favorita alla nomination. Perché ha evidenti difficoltà a convincere una buona parte dell’elettorato più spostato a sinistra. Proprio per questo il presidente degli Stati Unito Barack Obama era intervenuto a ricordare come le differenze tra Clinton e Sanders non siano poi così forti. L’allarme è quindi scattata anche ai vertici.

Certo, difficilmente la partita per la Casa Bianca sarà riaperta: Hillary può contare sul sostegno di 523 super delegati (quelli che non si eleggono con le primarie) previsti dal regolamento delle primarie dei democratici. Sanders, vittoria dopo vittoria, spera di convincerli a cambiare la posizione: finora ha solo 39 super delegati dalla sua parte. I numero sul “campo” sono però evidenti: Clinton ha conquistato 1,716 delegati contro i 1.430 di Sanders. Un divario inferiore a 300 delegati, che conferma un sostanziale equilibrio, spezzato dall’appoggio fornito dagli esponenti di spicco democratici, i famosi super delegati.

Un fatto è certo: la competizione si chiuderà il 7 giugno, quando si voterà in altri 6 Stati, compresa la California (che assegna 546 delegati) e il New Jersey (142 delegati). Hillary Clinton deve vincere con ampio margine in queste due competizioni per potersi presentare pienamente legittimata alla candidatura per la presidenza degli Stati Uniti. L’unica parziale buona notizia per l’ex first lady è rappresentata dalle parole pronunciate da Sanders dopo il successo in West Virginia: “Ho un messaggio per i delegati a Filadelfia. Se con Hillary Clinton abbiamo molte differenze, su una cosa siamo d’accordo: dobbiamo sconfiggere Donald Trump”. Insomma, dopo la convention si può lavorare all’unità del partito in ottica anti-Trump. Ma bisognerà ascoltare il senatore del Vermont e considerare alcune delle sue idee “socialiste”.

Trump trionfa ancora nelle primarie Usa
Eppure, fino a qualche settimana fa, l’attenzione era tutta concentrata sulla sfida interna ai repubblicani, con Donald Trump che vinceva nonostante l’establishment del partito lo osteggiasse. Mettendo in dubbio la nomination del Grand Old Party (Gop). Ma ormai il trend è chiaro: ha trionfato anche in West Virginia e in Nebraska staccando gli avversari di oltre 50 punti in West Virginia.

Adesso Trump è impegnato nell’opera di convincimento dei vertici del partito. Intanto ha incassato il supporto del governatore del New Jersey, Chris Christie, che ha partecipato alle primarie Usa 2016, ritirandosi però alle prime battute. Non è nulla di decisivo, ma si tratta di un segnale importante per l’imprenditore che sino a qualche giorno fa era visto come il “male assoluto” dai repubblicani.