Primo report sui minori in affido. Solo il 12% torna in famiglia. I dati della Squadra speciale voluta da Bonafede. Una task force istituita dopo lo scandalo di Bibbiano

Per mesi abbiamo sentito deputati e senatori della Lega e di Fratelli dโ€™Italia gridare allo scandalo, annunciare leggi e commissioni e indire conferenze, con lโ€™unico obiettivo di gridare โ€œparlateci di Bibbianoโ€. Il che suona alquanto paradossale considerando che si chiedeva ad altri di parlare di un sistema – quello degli affidi – che evidentemente presenta dei buchi, senza che in quelle stesse circostanze nessuno si prendesse la briga di parlare da sรฉ di quella stessa problematica. Il risultato รจ che dopo lโ€™inchiesta โ€œAngeli e Demoniโ€ e il โ€œcaso Bibbianoโ€ il problema, gravoso, dellโ€™affidamento dei minori si รจ ridotto per tanti a un hashtag (#parlatecidibibbiano, appunto) e nulla piรน.

Chi, invece, ha mosso piรน di un dito ed รจ giunto a un primo risultato รจ stato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Qualunque sia il colore politico, lโ€™idea sullo strumento degli affidi, non puรฒ non riconoscerlo: il ministro aveva predisposto una Squadra speciale e questa ha giร  portato a dei dati che, fino a ieri, era praticamente impossibile avere. Ebbene: dai dati raccolti dal ministero emergono due fattori in maniera nitida: i minori fuori famiglia sono decisamente meno rispetto ai numeri che pure erano girati su canali ufficiali: gli ultimi dati disponibili – pubblicati dal ministero del Lavoro alcuni anni fa – parlavano di 30mila minori โ€œfuori famigliaโ€.

In realtร , secondo lo screening della Squadra speciale, i minori dati in affidamento nel periodo 1 gennaio 2018-30 giugno 2019 sono stati complessivamente 12.338, circa 23 collocamenti al giorno dunque. Parliamo, pertanto, di circa 1,37 minori ogni mille. Siamo in presenza, evidentemente, di un dato che non desta allarme di cui pure tanti parlamentari avevano parlato dopo il caso Bibbiano, a volte anche semplicemente in chiave elettorale. Cโ€™รจ, tuttavia, un altro dato che, invece, segna chiaramente il fatto che il sistema abbia delle pesanti lacune: sono soltanto 1.540 i provvedimenti di rientro del minore nella famiglia di origine, dopo un collocamento in ambiente terzo (comunitร , struttura o altra famiglia): il 12,5% sul totale di collocamenti. Cioรจ vuol dire, in pratica, che nel periodo preso in esame poco piรน di un minore ogni mille รจ rientrato in famiglia, nonostante la legge sia chiara sul punto: lโ€™obiettivo dellโ€™affidamento รจ quello – sempre e comunque – di ricomporre, ove possibile, il legame familiare. Lโ€™affido (e nel caso lโ€™adozione) deve essere concepito come extrema ratio.

IL PROSSIMO STEP. Lo sappiamo bene: chi ben comincia รจ a metร  dellโ€™opera. Ma questo non vuol dire che il lavoro finisca qui. Anzi: i dati raccolti ora dovranno essere analizzati prima di entrare nella fase 2, quella operativa. E anche su questโ€™aspetto Bonafede ha chiarito il punto: โ€œUna delle linee dโ€™intervento sarร  lโ€™informatizzazione: entro sei mesi anche i tribunali minori entreranno, infatti, nel processo civile telematico. Lโ€™obiettivo รจ realizzare un monitoraggio costante e capillare da parte della giustizia su tutto quello che accade nel percorso di affidamento del minoreโ€. Un passo importante, a cui ne seguiranno altre: necessitร  di preveder un termine di scadenza dei collocamenti, salvo possibili proroghe motivate; obbligo di monitoraggio semestrale del percorso da parte del collegio che ha deliberato il collocamento, con assegnazione del caso a un giudice onorario facente parte del collegio deliberante, per garantire un monitoraggio costante da parte della giustizia sul percorso del minore; revisione dei collocamenti. Misure concrete. Al di lร  delle chiacchiere.