Il braccio di ferro con Giancarlo Giorgetti, alla fine, l’ha vinto Guido Crosetto. Lo scontro sull’adesione dell’Italia al Safe per la Difesa si è concluso con la decisione di chiedere i 14,9 miliardi di prestiti all’Ue per il riarmo. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del dibattito nel seguito dell’informativa sugli esiti del vertice Nato di Ankara.
Davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato, Tajani si è presentato insieme allo stesso Crosetto e ha annunciato la decisione del governo: “Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno”. Il ministro degli Esteri spiega che il governo formulerà la proposta entro la fine del 2026, mettendo così fine al lungo confronto, spesso diventato anche scontro pubblico, all’interno della maggioranza e dello stesso governo, con posizioni molto distanti soprattutto tra Crosetto e Giorgetti, ministro dell’Economia.
L’adesione dell’Italia al Safe: Crosetto spiega cosa farà l’Italia con i prestiti per il riarmo
È Crosetto a spiegare qualcosa in più sull’adesione dell’Italia al Safe. Il meccanismo, ricorda il ministro, è pensato come uno “strumento di finanziamento della spesa militare”, ma “non aggiuntivo di quella prevista a bilancio”. Insomma, “in Italia il Safe è un’alternativa”, una “scelta totalmente tecnica” che verrà fatta entro fine anno. Per quanto riguarda i 14,9 miliardi, si deciderà poi “quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria”. Crosetto riaprire quindi all’ipotesi di utilizzare solo una parte di quei fondi, parlando di un range tra i 5 e gli 8 miliardi ma tutt’altro che definito.
Ci sarà poi anche una scelta politica, come spiega ancora il ministro della Difesa: “La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio che voteremo, se voteremo a settembre, sullo 0,9% per la difesa e lo 0,6% per l’energia, perché quest’anno la procedura di infrazione ci consente di investire di più solo se faremo lo scostamento e in quel modo lo vedremo nel 2027-28. Quelle saranno scelte politiche sia sull’energia che sulla difesa. A oggi il Safe è una scelta puramente tecnica come finanziamento delle attuali spese della difesa”.
Anche Tajani è poi tornato, durante l’audizione, sulla quantità di prestiti che l’Italia utilizzerà effettivamente: “Sul Safe noi abbiamo prenotato 14,9 miliardi, quanti ne useremo lo decideremo a fine anno, probabilmente saranno di meno, come ha detto Crosetto forse sei-sette-otto o nove, non è che noi abbiamo detto che ne useremo 14,9, abbiamo detto quello è il massimo di cui potremmo aver bisogno, poi quanti ne useremo lo decideremo, probabilmente saranno meno”.