Professioni, c’è futuro nel pallone. La figura degli intermediari sportivi si sta evolvendo come ci spiega l’avvocato Scaccabarozzi

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Quanti affari per i professionisti nel pallone. Intermediari e procuratori sportivi sono la nuova frontiera di un mercato miliardario dove all’improvvisazione che ha imperato per anni e alle forti personalità del tipo di Mino Raiola, l’agente di molti campionissimi, si cominciano ad affiancare nuove società specializzate. D’altronde, gran parte dei calciatori delle massime serie in Europa fatturano quanto medie o grandi società. Naturale che all’assistenza sui passaggi da un club all’altro si affianchino ormai nuove necessità: dalla consulenza tributaria e fiscale alla comunicazione e gestione dei social, dallo sfruttamento dei diritti legati all’immagine dell’atleta alla pianificazione finanziaria dei guadagni. Un business del futuro, anzi del presente, come spiega a La Notizia Scaccabarozzil’avvocato Maurizio Maria Scaccabarozzi (nella foto), cofondatore dello studio associato Giglio Scaccabarozzi. Una storia che nasce sposando due passioni, il calcio e l’avvocatura, con un’unica deroga: qui le Sacre scritture sono la Gazzetta e il Corriere dello Sport. Così poco alla volta sono arrivati i calciatori e oggi quasi trenta tesserati in serie A sono assistiti da una struttura super professionalizzata, costruita appositamente sulle loro esigenze. Tutto merito della liberalizzazione del settore varata nel 2015 dalla Fifa, con un regolamento che consente quasi a chiunque di fare il procuratore sportivo. Prima di quella data i procuratori dei calciatori erano per il 70% dei casi persone non qualificate, quasi sempre parenti degli atleti. Poi però sono arrivati i paletti delle diverse federazioni ed è iniziata una nuova era. “Faccia attenzione – spiega Scaccabarozzi – chi giudica un grande procuratore come Raiola un fenomeno fortuito. Dietro il suo successo c’è un grande lavoro di squadra. Ecco, quello che sta cambiano in questo mondo, e creando di fatto nuove interessantissime opportunità, è la professionalizzazione di ogni aspetto legato alla carriera e all’assistenza a 360 gradi ai calciatori”. È tramontata, insomma, l’epoca in cui i procuratori si vedevano al calciomercato e davanti a una bottiglia di vino si scambiavano le figurine, esibendo i moduli standard rilasciati dalla Lega, rossi o blu a seconda di cosa rappresentavano gli agenti: i calciatori o i club. Oggi i contratti sono molto più complessi, ma grazie a questa complessità è possibile far emergere nuovo valore per tutti.

Modelli da seguire – La gestione dell’immagine e la pubblicità sono potenziale elemento di margine che non tutti sanno sfruttare. E dire che quando capita che un calciatore dica qualcosa di minimamente sgradito alla propria tifoseria, o persino a quella di una squadra del passato, a volte viene giù il mondo, con logorantissime polemiche. Per questo il procuratore sportivo – o ormai è più coretto dire l’intermediario – da solo non basta più, ma va affiancato da altri professionisti. Lo scenario che Scaccabarozzi, da pioniere del settore, riesce a immaginare è lo stesso che ha portato all’evoluzione degli studi legali in Italia e nel mondo. Strutture che per anni avevano dominato il mercato reggendosi sul principe del Foro di turno, sono state scavalcate dai grandi studi associati internazionali, dove il cliente trova assistenza in qualunque ramo giuridico abbia bisogno. Il nuovo che avanza. Come i campioni di domani.