Profughi Ucraina, riceveranno 300 euro e 150 per ciascun figlio. Ecco cosa prevede l’ordinanza della Protezione civile

Profughi Ucraina
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

I cittadini ucraini “che hanno fatto richiesta di protezione temporanea e che abbiano trovato una autonoma sistemazione in Italia”, riceveranno “un contributo di sostentamento una tantum pari a 300 euro mensili pro capite per la durata massima di tre mesi decorrenti dalla data d’ingresso in Italia”. E nel caso ci siano dei minori “in favore dell’adulto titolare della tutela legale o affidatario, è riconosciuto un contributo addizionale mensile di 150 euro per ciascun figlio di età inferiore ai 18 anni”. È quanto prevede l’ordinanza (QUI IL TESTO) del capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, per la gestione dell’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina.

Profughi Ucraina, il capo della Protezione Civile Curcio ha firmato l’ordinanza per fronteggiare l’emergenza accoglienza

Chi beneficerà del contributo, si legge ancora nell’ordinanza relativa all’accoglienza dei profughi in arrivo dall’Ucraina, non potrà accedere “ad altre forme di assistenza alloggiativa” ma potrà avere i fondi “in un’unica soluzione e in forma comulativa”, anche per due o tre mensilità, qualora i tempi delle domande dovessero prolungarsi oltre i 90 giorni dalla data di ingresso in Italia. Il contributo potrà essere erogato in contanti da un qualunque istituto di credito nel Paese, nel caso l’avente diritto non abbia un conto corrente, presentando un proprio documento di identità e la ricevuta del permesso per la protezione temporanea rilasciata dalla questura competente.

Nel caso in cui i profughi ucraini trovino un lavoro, si legge ancora nell’ordinanza firmata da Curcio, “il beneficiario può continuare a fruire della misura in godimento per un periodo massimo di 60 giorni”. Infine, per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, i profughi ucraini vengono equiparati ai cittadini italiani: verrà rilasciato loro un codice fiscale e con quello si potrà accedere alle prestazioni sanitarie. Ad ogni regione viene riconosciuto un rimborso forfettario di 1.520 euro a profugo, per un massimo di 100mila unità.

Alle associazioni del Terzo settore andranno 33 euro per ogni profugo

Le associazioni del Terzo settore avranno un contributo fino ad un massimo di 33 euro per ogni profugo assistito. Il primo passaggio sarà la pubblicazione nelle prossime ore di un avviso di interesse rivolto alle associazioni del terzo settore, ai centri per il volontariato e agli enti religiosi affinché comunichino la disponibilità ad accogliere i profughi, fino ad un massimo di 15mila persone, alle stesse condizioni di quelle già previste nel sistema Sai e Cas gestiti dal ministero dell’Interno e con il coinvolgimento dei Comuni per quanto riguarda le attività di accoglienza e integrazione dei profughi. Una volta quantificate le disponibilità, verranno attivate le convenzioni tra il Dipartimento della Protezione Civile, la Conferenza delle Regioni, l’Anci e i singoli enti ed elargiti i contributi.

“Questa ordinanza – ha spiegato Curcio nel corso di una conferenza stampa (qui il video) – è frutto di un lavoro di squadra per attuare un modello integrato tra il sistema di protezione civile e altre attività, un modello innovativo che ci consente di mettere a sistema tutte le competenze. I comuni sono pienamente inseriti in questo meccanismo, visto che prevediamo degli accordi specifici comunali. L’Anci è all’interno di questo meccanismo e stiamo ragionando con loro per capire lo sforzo che stanno facendo i comuni e come aiutarli”.