L’Ue compra ancora gas e petrolio dalla Russia. Credevo che avesse rinunciato. Però sembra che Mosca ora voglia bloccare il petrolio alla Germania. Perché non l’ha fatto prima?
Battista Manni
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Gentile lettore, l’interdizione dell’Ue a gas e petrolio russi è prevista nel 2027. Finora Mosca ha tenuto i rubinetti aperti per incassare, ma soprattutto perché temeva che in caso di blocco gli arabi aumentassero la produzione per servire l’Europa. Mosca avrebbe perso gli introiti senza averne alcun vantaggio. Ma adesso che il greggio del Golfo è bloccato dalla guerra in Iran, Putin può infierire, ammesso che sia vero quanto scrive la Reuters, ossia che Mosca taglierebbe fuori la Germania, dove oggi il greggio russo arriva dall’oleodotto kazako. Se confermato, per Berlino sarebbe una perdita drammatica. L’anno scorso aveva acquistato 2,15 milioni di tonnellate di petrolio russo, con un aumento del 44% rispetto al 2024. Per il 2026 le previsioni erano di un altro incremento fino a 3 milioni di tonnellate. Il niet russo priverebbe la Germania del 17% del suo fabbisogno di petrolio. Aggiunto all’ammanco del greggio mediorientale, sarebbe una mazzata micidiale. Questo ci dice anche quanto siano buffoni i leader europei, secondo cui Mosca aveva le casse vuote e non riusciva più ad alimentare la guerra. Erano tutte balle, come abbiamo scritto più volte. La Russia è talmente in miseria che può rinunciare ai miliardi provenienti dalla Germania. Se Berlino vuole il petrolio, compri quello americano che costa più del doppio. E non è detto che, dopo la Germania, non tocchi a qualche altro Paese europeo. Forse l’Italia?
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