Quelli che stanno sempre in tv. Talk in crisi perché si vedono solo le stesse facce. Camusso e Salvini come il prezzemolo: sono ovunque

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Una volta si diceva che l’ospite è un po’ come il pesce. Al terzo giorno comincia a puzzare. Se questo adagio fosse ancora attuale, in tv non basterebbero mille deodoranti per bonificare gli studi e le poltroncine dei talk. Anche perché di prezzemolini ce ne sono davvero tanti. Sembra quasi che autori e conduttori ogni settimana girino una ruota con i volti dei soliti noti. Oggi tocca a me, domani a te. E l’ospite che si fa in quattro pur di essere ovunque. Del resto la tv è sempre la tv. È come uno specchio. Non si resiste alla tentazione di mettersi a posto i capelli. Pure se davanti allo schermo ci sono solo gli Aristogatti che ti guardano.

SINDACALISTI
Chissà come si sentirà Raffaele Bonanni ora che non è più il segretario della Cisl. Adesso che nessuno lo invita più. Se i colleghi di Cgil e Fiom gli fossero antipatici allora sì che rischierebbe un travaso di bile. Perché Susanna Camusso e Maurizio Landini in pratica timbrano tutti i talk. Passano da Floris a Giannini come se entrassero in una porta girevole. Ormai mettono bocca su tutto, non solo sulla riforma del lavoro o sull’articolo 18. E che dire di Renata Polverini? Anche se ormai rappresenta solo se stessa, non più la Regione Lazio o l’Ugl, riesce sempre a rimediare qualche invito di straforo. Speriamo che almeno Annamaria Furlan, la numero uno della Cisl, non diventi come i suoi colleghi.

POLITICI
Matteo Renzi merita un discorso a parte. È il premier e quindi in tv è pure giusto che ci vada. Anche se non va dimenticato – come ha ricordato di recente Massimo Giletti – che da rottamatore si è servito dei talk per compiere la scalata, ma una volta su ha cambiato atteggiamento, bocciando quegli stessi programmi. Tra gli altri politici collezionisti di gettoni di presenza ci sono Maurizio Lupi (apprezzato soprattutto da Vespa), Laura Ravetto e Giorgia Meloni (spesso negli studi di Quinta colonna), Alessandra Moretti, Pina Picierno, Daniela Santanché. Ma il vero dominatore degli studi tv è Matteo Salvini. Tra l’altro da quando si è scoperto che con lui salgono gli ascolti risulta di gran lunga il più richiesto.

GIORNALISTI
Ospiti di professione. Che chissà cosa farebbero pur di prendere le redini di un programma. Il primo esempio che salta alla mente è quello dell’ex vicedirettore di Repubblica, quel Massimo Giannini ora alla guida di Ballarò. Di sicuro prima o poi ne vedremo altri. Il più invitato è Antonio Polito, direttore del Corriere di Mezzogiorno. Poi c’è Tommaso Labate, (ex Riformista come Polito) che ormai è il tuttologo per eccellenza. Passa da un decreto legge a un gol alla moviola con la stessa disinvoltura che si ha quando, assetati, si beve un bicchiere di acqua naturale o minerale. Così come Andrea Scanzi, il quale almeno cambia espressione tra un argomento e un altro. Aldo Cazzullo, Stefano Menichini, Mario Adinolfi hanno la poltrona incorporata dentro i pantaloni. Anche Mario Sechi vanta una buona media. Pure lui colleziona sgabelli. E meno male che ora Giuliano Ferrara e Antonio Padellaro non sono più direttori di Foglio e Fatto, così avranno più tempo per la tv. Spetta a loro il compito di ringiovanire le fila. Le premesse già si vedono. Nell’ultima settimana sono entrati nella top ten delle presenze. L’ultima citazione è per Bruno Vespa. Quando esce da Porta a Porta, state certi che riesce sempre a rientrare dalla finestra. Il telespettatore non dimenticherà mai il pubblico della Bignardi che mostra, come in una televendita, il libro del cerimoniere della terza camera. Un momento di alta televisione. Stile Agon Channel.