Ragazzo suicida a Lavagna per 10 grammi di hashish. Era stata la madre a denunciarlo alla Guardia di Finanza. Ma i genitori difendono il blitz e lanciano un appello ai ragazzi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Una tragedia che dovrebbe invitare a riflettere. A dirlo è stato il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi. Non ci sono altre parole possibili sulla tragedia del ragazzo che si è tolto la vita a Lavagna durante una perquisizione perché aveva dell’hashish. “Quando si effettua un atto di questo tipo nei confronti di persone che possono essere fragili – ha detto ancora Cozzi – occorre prevedere a supporto di una persona che vive un’età fragile e fa uso di stupefacenti, quindi manifesta un disagio, un aiuto psicologico”. Ed è questo, probabilmente, ciò che ha determinato la tragedia. Anche la madre del 16enne, Antonella Ricciardi, d’altronde ieri nell’ultimo saluto al figlio ha insistito sulle proprie responsabilità per non aver compreso tale disagio: “Le ultime parole sono per te, figlio mio. Perdonami per non essere stata capace di colmare quel vuoto che ti portavi dentro da lontano”.

L’appello – Ma la Ricciardi non ha mancato di ringraziare la Guardia di Finanza, quasi a non voler colpevolizzare i militari per quel che è successo: “Grazie per aver ascoltato l’urlo di disperazione di una madre che non poteva accettare di vedere suo figlio perdersi”. Era stata lei al mattino ad andare a parlare con i finanzieri perchè aveva sentore del fatto che girasse la droga davanti a scuola. “Si è rivolta a noi perchè dopo innumerevoli tentativi di convincere il figlio di smettere di farsi di spinelli non sapeva più cosa fare – ha detto il generale Renzo Nisi – noi abbiamo organizzato un servizio e siamo andati lì. Poi è successo tutto il resto”. Lavagna ora è straziata dal dolore. “Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta”. Recita così uno striscione appeso alla balconata della chiesa di Santo Stefano strapiena dentro e fuori per il funerale del sedicenne. Tanti giovani, tanti amici della famiglia, le divise della Virtus Entella e il simbolo del gruppo folcloristico a cui il giovane apparteneva. E la mamma ha preso la parola dall’altare, rivolgendosi anche ai ragazzi presenti: “Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale”. “Diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi.”.

Beffa mortale – Ma le polemiche restano. Il procuratore dei minori della Liguria, Cristina Maggia, a colloquio ieri con La Stampa, ha dichiarato di ritenere questi blitz “inutili” e che avrebbe detto no alla perquisizione. Una telefonata alla Procura dei Minori non era dovuta, né prevista: “Bastava chiamarci, siamo sempre reperibili. L’azione penale sui maggiorenni ha fine repressivo, sui minorenni di recupero”.  Perché ciò che lascia ancora attoniti è che il 16enne, data la modica quantità di droga e l’assenza di contanti, sarebbe stato soltanto segnalato alla Prefettura. Nulla più. Ma ora è troppo tardi arrovellarsi sul dramma. Perché quel ragazzo, di soli 16 anni, ora non c’è più.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

A volte guarda che strane le coincidenze! Il direttore del Dis (il coordinamento dei Servizi segreti) Gennaro Vecchione informa il Copasir, cioè il Parlamento, che lo 007 Marco Mancini ha incontrato Matteo Renzi nell’autogrill di Fiano Romano senza informare i superiori, e 48 ore dopo

Continua »
TV E MEDIA