Raggi assolta: “Provo sollievo, ho sempre avuto la coscienza a posto. Politicamente mi sono sentita sola”

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“Provo sollievo, ho sempre avuto la coscienza a posto. Sapevo di essermi comportata onestamente. Però sono stati anni di solitudine politica, durante i quali avrei gradito maggiore sostegno dal M5S. Solo la mia squadra di collaboratori non mi ha mai abbandonata”. E’ quanto dice in un’intervista al Fatto Quotidiano la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a proposito dell’assoluzione incassata ieri per la vicenda Marra (leggi l’articolo).

“Politicamente mi sono sentita sola. I silenzi dei vertici sono stati imbarazzanti e lasciano amarezza” ha detto ancora la sindaca sottolineando che a fronte dell’impegno di guidare la Capitale d’Italia “mi sono piovute addosso critiche feroci proprio da chi avrebbe dovuto sostenermi”. Alla domanda del Fatto se ce l’ha con Di Maio, la sindaca replica: “Non ce l’ho con nessuno in particolare, in questi giorni ho sentito Beppe Grillo e Davide Casaleggio, ho parlato anche con Alessandro Di Battista. Anche altri mi hanno inviato messaggi e mi ha fatto davvero piacere”.

Però “è evidente che qualcuno ha espresso giudizi senza avere contezza di cosa stesse parlando. Molti dovrebbero rivedere le proprie posizioni dettate più dal fanatismo che dalla ragione. Ad esempio, io credo che vadano riviste le regole che portano alle dimissioni di un amministratore, come poteva capitare a me”. “E’ inconcepibile – continua Raggi – che la sindaca di Torino Chiara Appendino abbia dovuto autosospendersi dal M5s per una condanna a una reato ai limiti dell’assurdo: aver appostato, con l’avallo della corte dei conti, un debito nel bilancio 2018 del comune anziché in quello del 2016. La regola è sbagliata. Lo sanno tutti ma nessuno ha il coraggio di intervenire”.

Quanto al suo rapporto con il M5S, la sindaca spiega: “Mi sento assolutamente del Movimento, sono tra coloro che l’hanno fondato qui a Roma. Però ritengo che debba avere più coraggio. Ho notato che talvolta tende a non voler disturbare l’alleato di governo, il Pd. Ma non bisogna cedere sui nostri temi: abbiamo un’identità e va mantenuta. Non dobbiamo diventare la copia degli altri”.

“L’assoluzione toglie un pretesto per farmi fuori – ha detto invece la Raggi al Messaggero – a chi magari già immaginava un mega inciucio per la corsa al Campidoglio. Vede, la differenza è che a me della poltrona non importa nulla. A me interessa soltanto portare avanti un lavoro, difficile, che ho avviato quattro anni. Mi aspetto che tutte le forze politiche abbiano rispetto per la Capitale. È che al di là degli schieramenti politici votino lo stanziamento di fondi per Roma. In primis il lavoro: questa città ha sofferto più di altre la crisi, legata al covid, per chi ha perso flussi turistici importanti”.