Rai, Orfeo è la carta di Renzi e Berlusconi. Il direttore del Tg1 emblema di un patto più grande. Oggi la decisione sul successore di Campo Dall’Orto

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Non c’è niente da fare, alla fine le sorti di Viale Mazzini resteranno saldamente nelle mani della politica. Per questo la decisione del successore di Antonio Campo Dall’Orto alla guida della radio-televisione pubblica dovrà come sempre essere un nome gradito alla classe politica. Le trattive sono andate avanti sino a tarda notte in vista del consiglio d’amministrazione convocato alle 10 di questa mattina in viale Mazzini con all’ordine del giorno la nomina del nuovo direttore generale. Quel fuori i partiti dalla Rai, adottato come un motto renziano, è rimasto tutt’altro che applicato e, infatti, nelle dinamiche della tv pubblica poco, o niente, è cambiato rispetto al passato.
I nomi più gettonati che si fanno ormai da giorni sono sempre gli stessi. Con il tris Luciano Flussi, Claudio Cappon e Nino Rizzo Nervo a guidare la rosa dei favoriti. Il nome che ha ripreso altissima quota in queste ore, però, è quello dell’attuale direttore del Tg1, Mario Orfeo, forte del sostegno del Partito democratico e il placet di Forza Italia. Dovesse essere scelto lui per la direzione di Viale Mazzini, sulla tolda di comando del telegiornale più seguito d’Italia potrebbe arrivare da Rai News 24 Antonio Di Bella. Non c’è più tempo da perdere e per sperimentare, ecco perché si punterà un dirigente interno o su qualcuno che sia già a conoscenza delle dinamiche aziendali. Se non dovesse arrivare un’indicazione precisa si procederebbe con un interim consiliare e i poteri del direttore generale affidati al Cda. Sono troppi i nodi da sciogliere prima che l’estate entri nel vivo. Dai palinsesti al tetto dei compensi degli artisti. Senza dimenticare la patata bollente Rai Sport; proprio nella giornata di ieri l’assemblea dei giornalisti ha espresso “grande preoccupazione e forti critiche sulla gestione della testata” e con il direttore Gabriele Romagnoli sfiduciato dalla redazione lo scorso mese di novembre. Il consigliere d’amministrazione Guelfo Guelfi ha chiesto una soluzione convincente rispetto al nuovo Dg, altrimenti non può essere esclusa la gestione consiliare. E mentre si continua ad annaspare in vista di una soluzione attesa da sin troppo tempo è arrivata la duplice stoccata firmata Usigrai, il sindacato giornalisti Rai, e della Federazione nazionale della stampa, con una dura nota: “La Fnsi è dalla parte dell’Usigrai, di tutti i lavoratori del servizio pubblico e di chiunque si batta per garantire un futuro a un’azienda che comincia a perdere alcuni dei suoi pezzi più pregiati. Dentro e intorno alla Rai si sta consumando uno spettacolo indecoroso come non si vedeva da anni. La lotta furibonda in seno ai gruppi dirigenti sta paralizzando qualsiasi discussione. Chi deve decidere lo faccia in fretta”.