Rai, il dg cambia i programmi. Ogni rete indipendente e con un’identità chiara. Rai 3 e Sport, le rivoluzioni di Bignardi e Romagnoli

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di Marco Castoro

Tutti animati dal fuoco della passione. E smaniosi di cominciare subito a mettersi al lavoro. I nuovi direttori Rai si sono insediati a Viale Mazzini. Ora dovranno dimostrare al dg Campo Dall’Orto, che scegliendoli ci ha messo la faccia, e ai telespettatori di essere bravi a confezionare un prodotto funzionale per tutte le piattaforme e per gli ascolti. Quest’ultimi – a cominciare dal dg – nessuno li ritiene fondamentali, tuttavia non va affatto dimenticato che bassi ascolti significano poco pubblico e se in pochi ti guardano vali poco.“Le reti Rai devono essere indipendenti, pluraliste e multimediali”. Questo è il primo comandamento dell’era Campo Dall’Orto. Poi seguono gli altri. “Ogni rete deve avere una missione chiara e ben delineata. Raiuno resta il sole del nostro sistema solare. Un mix tra tradizione e innovazione. Raidue è la nostra frontiera con il mondo televisivo esterno, con l’utilizzo di linguaggi nuovi. Raitre è da sempre un incrocio tra l’informazione e il racconto della realtà, come se fosse una rete sempre in presa diretta”. Di RaiSport invece il dg ha detto che la Rai è ben felice di aver chiuso l’accordo per i diritti delle partite degli Europei (27 partite) che si aggiungono alle Olimpiadi. La scelta su Romagnoli (ha deciso Verdelli) è caduta perché anche qui ha vinto la passione, che dovrà tramutarsi in un racconto popolare. Romagnoli è uno dei tre esterni di questa infornata, assieme a Ilaria Dallatana di Raidue e Daria Bignardi di Raitre. Per tutti e tre contratto di tre anni. L’Usigrai non ha risparmiato di sottolineare questo aspetto, accusando il dg di non valorizzare le risorse interne. Sulla stessa linea anche il consigliere Mazzuca: “Io come direttore di quotidiani mi sono trovato spesso in disaccordo con i cdr, tuttavia stavolta mi sento di dire che l’Usigrai ha ragione: possibile che su oltre 1600 giornalisti non si trovi nessuno in grado di fare il direttore a RaiSport o RaiTre?”. Mazzuca e Diaconale sono stati gli unici del cda a votare contro le nuove nomine.

FELICI E CONTENTI – Felici come una Pasqua i neo direttori. Tutti si sono dichiarati aziendalisti. A cominciare dalla Bignardi (che arriva dopo 10 anni di Mediaset e altrettanti di La7). Fabiano di Raiuno ha ringraziato il suo predecessore Leone con cui ha lavorato come vice. Lo stesso ha fatto la Dallatana con Teodoli che ora avrà il compito di rilanciare Rai4 e le reti (Movie e Premium) che fanno capo a RaiGold (un nome di brand che non piace affatto al dg). Tra due giorni conosceremo anche il direttore creativo.

NON SONO RENZIANA – ‘’L’ultima volta che ho visto il premier è stato un anno fa e durante l’intervista non l’ho trattato benissimo, provate a cercarla e ditemi se mi si può dare della renziana’’. L’ex conduttrice delle Invasioni barbariche ha respinto le accuse sull’amicizia col premier e sui recenti flop, dicendo che il suo 4% è costante da tanti anni e che è superiore al target di La7. A proposito di La7 non è mancata la stoccata di Campo Dall’Orto che ha detto di vedere sulla rete di Cairo solo Bignardi e Crozza. Pensate a come saranno rimasti contenti Mentana e Floris. La neo direttrice della terza rete ha elencato come i suoi fuoriclasse Fazio, Sciarelli e Alberto Angela. Nessun riferimento a Giannini per il quale il destino sembra segnato. Mentre non si sa ancora quale sarà la sorte di Vianello e di Nepote, ex direttori di Raitre e RaiGold. Sui talk show la Bignardi ha detto che “così come sono fatti oggi sono un problema generale di tutta la televisione. E quindi ci vuole una riflessione collettiva’’.

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