Rai, riforma dell’informazione addio

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di Marco Castoro

A Viale Mazzini c’è un uomo solo al comando. Ha pieni poteri ma non riesce a esercitarli. Ogni sua riforma prende le sembianze di una soap opera a puntate. Come Un posto al sole appassiona, ma non si vede mai la fine. Ora anche il riassetto dell’informazione va a farsi benedire. Luigi Gubitosi è ormai come una bottiglia di latte, ha la scadenza ben scritta sulla giacca. Non resterà a Viale Mazzini. Ha provato a dare alla Rai una nuova fisionomia, cercando di far quadrare i conti. Come verrà approvato l’ultimo bilancio, il dg alzerà i tacchi e assieme ai membri del cda toglierà il disturbo. Si ipotizza per il mese di marzo. Se poi nel frattempo il governo Renzi non avrà provveduto a riformare la governance ci potrebbe essere una proroga di qualche mese per l’attuale cda, a meno che la Vigilanza non faccia un blitz prendendo in contropiede il governo. Ma Renzi vuole togliere l’azienda dall’influenza dei partiti e quindi non si farà soffiare la merendina (la strada del decreto sembra la più veloce e percorribile perché in Parlamento la riforma si potrebbe facilmente arenare). A Gubitosi l’ultimo rospo da ingoiare gliel’ha regalato il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, che in un’intervista a Prima comunicazione ha confessato: “Trovo difficile che una riforma dell’informazione sia pienamente applicabile senza affrontare il tema dell’identità delle reti in una rivisitazione editoriale complessiva. Non penso quindi che in poche settimane si possa realizzare questo cambiamento, né penso che stiano per arrivare nomine”.

ADDIO NEWSROOM
La data del 15 dicembre, dunque, non è più attuabile. A questo punto però la riforma dell’informazione diventa una corsa in cui gli ostacoli sono alti come muri. Tra l’altro l’opposizione interna (le redazioni) ed esterna (i politici) si sono coalizzate e per il dg la situazione si è fatta molto complicata. Gubitosi potrà sempre dire di averci provato a cambiare la Rai ma le resistenze non gli hanno permesso di farlo. E alla fine la colpa non è certo la sua. Di sicuro chi verrà dopo avrà la strada asfaltata e potrà portare a termine il mandato rivoluzionario. La strada invece si fa in salita anche per la quotazione in Borsa di Rai Way. La turbolenza sui mercati non invoglia molto a rischiare. Si rischiano tonfi clamorosi.

LA NUOVA GOVERNANCE
Il governo dovrà cambiare le regole e scegliere un amministratore unico e 5 consiglieri. La carica del dg va in soffitta. Ovviamente i nomi che circolano per il ruolo più importante del nuovo assetto sono diversi. Si parla di Bernabè, Novari, Campo Dall’orto. C’è pure chi ipotizza la candidatura di Montezemolo. Tutti candidati esterni all’azienda, anche perché tra gli interni Renzi non vede manager all’altezza dell’incarico. Si sta muovendo Fiorespino che spera di giocarsi le sue chance. Fuori dai giochi i renziani Del Brocco e De Siervo. Mentre Campo Dall’orto resta il favorito, anche se qualcuno dice che sia destinato a ricoprire un ruolo in un’altra partita. Ciò che appare certa è l’uscita di scena di Gubitosi. Un uomo solo al comando a cui sono rimasti solo due fedelissimi: il direttore di Rainews, Monica Maggioni, e il suo capo staff, Carlo Nardello.

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