Rai, torna Fo. E Santoro ci prova. Su Rai5 il premio Nobel fa il prof di Arte in tv. Il teletribuno sogna Viale Mazzini ma accusa Renzi

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l dg Rai Luigi Gubitosi ha detto: «Riuscire a riportare Dario Fo in tv è stato uno dei successi di questi anni. Per troppo tempo le strade del premio Nobel e della tv di Stato non si sono più incontrate e ora dobbiamo recuperare il tempo perduto». Il discorso non fa una piega. Fo torna su Rai5 con un ciclo di lezioni d’arte messe a puntino dal direttore di Rai Cultura, Silvia Calandrelli. Picasso, Caravaggio, Raffaello, Michelangelo, Leonardo, e Giotto non avranno più segreti per il telespettatore. Viene da chiedersi se Fo farà da apripista a qualche altro rientro eccellente della band degli epurati da Viale Mazzini che tanto fecero discutere dopo l’editto bulgaro. Alla luce soprattutto della lettera del consigliere Antonio Verro riemersa all’improvviso come una bomba a orologeria. L’editto era voluto proprio da Verro che informò l’allora premier Berlusconi cercando di screditare anche il dg di quel tempo, Mauro Masi, che nonostante tutti gli scontri (anche in diretta tv) non aveva fatto fuori nessuno.

IL CASO SANTORO
Da quando è andato via dalla Rai, Michele Santoro non ha avuto più pace. Si è rimboccato le maniche. È sceso nel limbo dello streaming e delle tv locali, poi è approdato a La7. Si è difeso a denti stretti anche nel periodo peggiore per i talk politici, in preda a una crisi di ascolti non indifferente. Ma il suo cruccio resta quello di tornare alla Rai. Ci ha sperato con il ritorno del centrosinistra al governo, per poi scoprire invece che Renzi è «peggio di Berlusconi».
Nell’editoriale di giovedì sera il teletribuno ha detto: «alla Rai non molto sembra essere cambiato, da Berlusconi a Renzi è poco accettata la critica». Santoro si è poi augurato che prima di lui possa rientrare nella tv di Stato l’epurato Luttazzi.
Il teletribuno, ovviamente, tornerebbe a Viale Mazzini anche scalzo. Su Raidue la sua trasmissione superava il 20% di share. Ora riesce a portare a casa il 4%.

LA RIFORMA RAI
Il premier parla sì di riforma della Rai ma non si vede all’orizzonte come possa farla in primavera senza utilizzare la legge Gasparri. Per renderla nulla bisogna approvare una nuova legge in Parlamento e i partiti politici faranno di tutto per non consegnare le armi della lottizzazione. Quindi facile prevedere la sola sostituzione del dg Gubitosi (che se ne andrà subito dopo aver presentato il bilancio) con un manager scelto da Renzi e con una inevitabile proroga del cda. Per il ruolo di nuovo capo azienda, oltre ad Antonio Campo dall’Orto e Vincenzo Novari, crescono le chance di Eleonora Andreatta. Una candidatura interna, democristiana e quindi cara al presidente Mattarella.

RENZI REMA CONTRO
Per quanto riguarda il premier anche giovedì sera ha fatto un altro dispetto a Santoro. È tornato ospite da Nicola Porro e grazie alla sua presenza Virus ha fatto più ascolti di Servizio pubblico: 1.260.000 telespettatori (share 5,05%) per il talk di Raidue contro 1.131.000 (4,73%) per il programma di La7. Questa settimana Santoro ha dovuto ingoiare pure il rospo della sconfitta interna, perché diMartedì è il talk più visto della rete di Urbano Cairo. Floris ha portato a casa 1.338.000 spettatori, pari al 6,11% di share.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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