Le Lettere

Rane dell’Ecuador

Dicono che Navalny sia stato ucciso in cella con il veleno delle rane freccia dell’Ecuador. Ma quanto è credibile?
Ida Sommaripa
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Gentile lettrice, come tutte le notizie dei servizi britannici ha credibilità zero. Però la trovata delle rane ecuadoregne, così esotiche e oscure, è geniale, degna finalmente di Ian Fleming, il padre di 007. Da anni l’umorismo britannico non si esprimeva a queste altezze. Gli esempi del passato sbiadiscono al confronto. Ricorda la spia doppiogiochista russa Sergei Skripal? A sentire l’MI6 era stato avvelenato col novichok da agenti russi (riconoscibili perché portano il colbacco e in tasca una bottiglia di vodka). Skripal era stato in galera in Russia per anni e non gli era stato torto un capello prima di essere mandato in Uk per uno scambio di spie. Dieci anni dopo la liberazione Putin s’era detto: “Dovrei ammazzare Skripal, perché non ci ho pensato prima?” Skripal sopravvisse. Il presunto attentato avvenne a 800 metri dagli stabilimenti dell’esercito inglese a Salisbury dove si fabbricano veleni per la guerra chimica. Il direttore dello stabilimento smentì Johnson, allora Ministro degli Esteri, e affermò di non aver mai detto che il novichok fosse stato fabbricato in Russia (ergo, dove? Indovini). Pochi mesi dopo una donna, una senza tetto, morì per il novichok, sempre a Salisbury a due passi dalla stessa fabbrica di veleni. Comunque, sia benvenuta la rana dell’Ecuador: una risata salverà il mondo. P.S. Il 26.2.2024 Kyrylo Budanov, capo dei servizi ucraini, disse di avere le prove che “purtroppo” Navalny era morto per cause naturali. In Italia non lo pubblicò nessuno.

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