Ranucci replica a Barbareschi: “Dovrebbe restituire otto milioni di euro”. La risposta del conduttore di Report che ricorda i fondi pubblici elargiti al teatro Eliseo

Ranucci risponde a Barbareschi su Bellavia ricordando i fondi ottenuti dal suo teatro che per il Consiglio di Stato non erano dovuti

Ranucci replica a Barbareschi: “Dovrebbe restituire otto milioni di euro”. La risposta del conduttore di Report che ricorda i fondi pubblici elargiti al teatro Eliseo

“Dovrebbe restituire otto milioni di euro”. Così Sigfrido Ranucci domenica sera, chiudendo la puntata di Report, ha risposto agli attacchi di Luca Barbareschi. Sette giorni prima, infatti, aprendo il suo programma ‘Allegro ma non troppo‘, in onda subito dopo Report, l’attore si era rivolto direttamente al giornalista così: “Vorrei ringraziare il conduttore di Report e ricordargli che mi chiamo Luca Barbareschi e dopo il suo programma c’è il nostro, ma lui fa fatica a dirlo – aveva scandito -. E allora voglio ricordargli che non dovrebbe fargli fatica, perché il suo consulente commerciale è quello che mi sta spiando da due anni, l’ho letto sui giornali, e per questo verrà querelato. Io non spio voi ma, almeno, ricordatevi il nome. Watch out, stai attento”.

L’attacco di Barbareschi

Un attacco frontale (e inaudito all’interno della Rai) al giornalista e al suo commercialista-consulente Gian Gaetano Bellavia, da settimane accusato dalla destra di essere il fulcro di una supposta centrale di dossieraggio. Per tutta risposta, Ranucci ha ricordato che il suo interesse (e quello di Bellavia) nei confronti dello showman dipendeva dai numerosi (e contrastati) contributi pubblici ricevuti dal teatro Eliseo di Roma, di proprietà dello stesso Barbareschi.

Il conduttore, con l’aiuto di Bellavia, ha in particolare ricostruito il tortuoso percorso di otto milioni di euro che “Barbareschi dovrebbe restituire al Ministero della Cultura (secondo una sentenza del Consiglio di Stato, ndr) che glieli ha anche chiesti, ma lui si è rifiutato – ha scandito il giornalista -. Ora ‘Allegro ma non troppo’ può cominciare”.