Niente referendum, il voto ai diciottenni è legge. Con la modifica della Costituzione si dà fiducia ai giovani e alla loro visione del futuro

voto diciottenni D'Incà
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Facendo un poco alla volta, con la pazienza e la precisione di una formichina alla fine l’Italia cambia. E questa legislatura verrà anche ricordata per una misura di civiltà politica e cioè la concessione del voto ai diciottenni (leggi l’articolo) al Senato (si tratta di circa 4 milioni di giovani). Infatti l’altro ieri è scaduto il termine per l’eventuale presentazione delle firme per un referendum confermativo e che quindi non sarà indetto.

Federico D’Incà (sottosegretario M5S) su Facebook ha dichiarato (qui il video): “L’estensione del voto ai 18enni anche per le elezioni dei rappresentanti del Senato è una realtà. Ieri, 13 ottobre 2021, è scaduto il termine per la presentazione delle firme per un eventuale referendum confermativo che non sarà necessario indire. Si tratta di una misura rivoluzionaria e che esprime fiducia nei vostri confronti per essere stati capaci di portare avanti le vostre battaglie per un mondo migliore. Battaglie che, giorno dopo giorno si concretizzano, come l’approvazione di ieri alla Camera del testo che prevede l’introduzione della tutela ambientale in Costituzione, un provvedimento importante che è arrivato dopo le mobilitazioni che voi giovani e ragazzi avete promosso in tutto il mondo portando avanti i temi dell’ecologia e della sostenibilità”.

Questa attesa innovazione significa dare fiducia ai giovani chiamandoli a votare a 18 anni per il Senato invece che a 25. Un segno dei tempi che cambiano e del nuovo ruolo che essi devono avere nella società. Ed infatti D’Incà fa riferimento anche all’impegno ambientale che -stimolato dalla figura di Greta- sta coinvolgendo milioni di giovani. È anche una vittoria dei 5S che così dimostrano di essere una forza propulsiva che punta al futuro in un Paese come il nostro che si segnala solo per fare grandi passi da gambero nei diritti delle minoranze, come ad esempio i giovani e le donne.

Un segnale forte e chiaro di cambiamento che va oltre la misura in se stessa e indica una stella polare per il futuro. Il voto ai 18enni è un segno di grande fiducia in coloro che dovranno essere la futura classe dirigente d’Italia. Speriamo che questa sia solo una prima misura a cui ne facciano poi seguito altre tese a garantire lo sviluppo delle grandi potenzialità –ad esempio in campo ecologico e tecnologico- che i giovani mostrano di avere.