Regeni, Conte alla Commissione d’inchiesta: “Ho un solo obiettivo: la verità. Rimarremo inflessibili fino a quando non la otterremo. E’ una ferita che non può essere rimarginata”

dalla Redazione
Politica

“Io ho un solo obiettivo: l’accertamento della verità”. E’ quanto ha detto ieri sera il premier, Giuseppe Conte, in audizione davanti la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sequestro e la morte del ricercatore italiano Giulio Regeni. “Sono convinto che questa postura che il governo sta portando avanti – ha aggiunto il presidente del Consiglio – ci dia la speranza che si possa giungere a verità, è un obiettivo verso il quale rimarremo sempre costantemente concentrati e rimarremo inflessibili fino a quando non la otterremo. Le autorità politiche non hanno mai smesso di sollecitare con forza alle controparti egiziane progressi tangibili nell’identificazione dell’efferato delitto”.

Il premier ha spiegato che in occasione di tutti gli incontri avuti con il presidente egiziano Al Sisi, non c’è mai stato “un colloquio che non abbia avuto al centro la questione Regeni. Ogni mia interlocuzione con Al Sisi è partita da un semplice quanto inevitabile assunto, i nostri rapporti bilaterali non potranno sviluppare appieno il loro potenziale finché non venga fatta luce e verranno assicurati alla giustizia i colpevoli, la necessità di ristabilire una efficace cooperazione giudiziaria tra le due procure”. Conte si è poi detto preoccupato per la lentezza con cui si sta procedendo per far piena luce sull’uccisione del ricercatore friulano, ha assicurato di aver sempre ribadito al presidente Al Sisi che “questa vicenda è un vulnus, una ferita che non può essere rimarginata e richiede quantomeno l’accertamento della verità giudiziaria”.

Parlando poi dei rapporti in essere con l’Egitto, il presidente del Consiglio ha spiegato che l’azione di governo si fonda su un presupposto tradizionale della politica estera: “il superamento delle questioni, anche più gravi, tra Stati può essere perseguito con maggiore efficacia attraverso una intensificazione e non irrigidimento del dialogo. Confrontarsi su tematiche di convergente interesse nazionale con l’Egitto non rappresenta una sottovalutazione della gravità del crimine. Mantenere una interlocuzione diretta e costante consente di insistere su questi principi, di esigerne il rispetto. Confrontarsi non significa giustificare o dimenticare ma influire. Se devo mettere in campo le mie personali sensazioni e sentimenti, si c’è stato qualche momento in cui la reazione istintiva sarebbe stata un moto di orgoglio. Ma poi bisogna superare la reazione e il moto orgoglioso che porterebbe all’irrigidimento”.

“Se otterremo qualche risultando – ha ribadito Conte – sarà perseverando, continuando a battere i pugni sul tavolo come stiamo facendo, anche a costo di riuscire ad ottenere passetto per passetto qualche sviluppo. Il governo continuerà a insistere ed esercitare una pressione, meglio un dialogo per quanto franco e a tratti frustrante piuttosto che l’interruzione dei rapporti”. Il premier ha infine sottolineato che se i risultati raggiunti non sono ancora soddisfacenti, non e’ a causa dei diplomatici. “Ho incontrato il presidente egiziano 6-7 volte, e il fatto di parlare di persona ed esprimere la premura e il rammarico ed esercitare una influenza diretta, probabilmente non ha portato risultati, non sono stato capace. Se c’è una incapacità di raggiungere risultati maggiori si deve imputare a me direttamente. Io incontro Al Sisi, il nostro diplomatico al Il Cairo no”.

“Il presidente Conte – commentano i senatori del Movimento 5 Stelle della Commissione Esteri di Palazzo Madama – ha spiegato davanti alla Commissione Regeni che, in base all’esperienza derivante dalle sue interlocuzioni dirette con Al-Sisi, la postura migliore per ottenere collaborazione e verità dall’Egitto non è quelle conflittuale, bensì quella di una maggiore cooperazione. Un convincimento che si basa anche sulla scarsità di risultati ottenuti finora. Confidiamo che questa strategia dia presto i suoi frutti, a partire dall’incontro tra magistrati italiani e ed egiziani previsto per il primo luglio. Per il Movimento 5 Stelle avere verità e giustizia sull’omicidio di Giulio Regeni rimane una priorità assoluta nelle nostre relazioni con l’Egitto”.